Palmi, agguato: Martino Luverà ucciso per errore. Perquisito studio avvocato Giuseppe Nizzari

Martino Luverà, 33 anni, sarebbe stato ucciso per errore. Vero obiettivo del sicario, o dei sicari, secondo gli investigatori, sarebbe stato l’avvocato Giuseppe Nizzari, rimasto gravemente ferito nell’agguato consumatosi sabato scorso sotto la sua abitazione a Palmi (Reggio Calabria). Una tragica fatalità quindi per Martino Luverà, che si sarebbe trovato nel posto sbagliato al momento

di remar


Martino Luverà, 33 anni, sarebbe stato ucciso per errore. Vero obiettivo del sicario, o dei sicari, secondo gli investigatori, sarebbe stato l’avvocato Giuseppe Nizzari, rimasto gravemente ferito nell’agguato consumatosi sabato scorso sotto la sua abitazione a Palmi (Reggio Calabria).

Una tragica fatalità quindi per Martino Luverà, che si sarebbe trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il 33enne, incensurato, era un dipendente del comune di Imperia e abitava a Isolabona dove venerdì verrano celebrati funerali. La comunità del centro dell’Alta val Nervia è sotto shock.

Tutti conoscevano e stimavano Martino, descritto come persona affabile e bravissima. Originario di San Martino di Taurianova, nel Reggino, il giovane si trovava in Calabria per trascorrere qualche giorno di vacanza con i familiari.

Scrive Genova Oggi:

Luverà si stava recando a salutare un familiare quando si è fermato a parlare con il vero obiettivo dell´agguato, l´avvocato Francesco Nizzari, coordinatore della lista che sostiene il presidente della Regione, Scopelliti. Gli attentatori hanno sparato numerosi colpi ed uno di questi, rimbalzando su un muro, ha raggiunto e ucciso Luverà.

Questa mattina lo studio dell’avvocato Nizzari, che si occupa prevalentemente di civile ma anche di penale, è stato perquisito dai carabinieri. Da Tele Reggio Calabria:

Nel suo studio gli investigatori sono andati alla ricerca di carte per verificare se vi possa essere una traccia che indirizzi le indagini verso una pista ben definita. Il punto sulle indagini, intanto, è stato fatto stamani nel corso di una riunione convocata dal procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, a cui hanno partecipato gli investigatori dei carabinieri e della polizia. Dall’incontro, secondo quanto si è appreso, è emersa la necessità di non tralasciare alcuna ipotesi, anche se quella dell’agguato legato all’attività del legale sembra la privilegiata. Le condizioni di Nizzari, intanto, restano gravi, ma stazionarie. L’uomo, nella serata di ieri, è stato trasferito dall’ospedale di Polistena a quello di Reggio Calabria dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Al momento si trova in stato di coma farmacologico indotto. Ciò ha impedito agli investigatori di poterlo sentire per avere la sua versione.

Chi ha fatto fuoco ha agito in una zona isolata con il favore del buio; al momento dell’agguato era presente anche un poliziotto amico del legale, come si legge su Riviera24:

Il poliziotto testimone era con Nizzari, del quale e’ amico, ed insieme a lui e’ uscito dallo studio del legale nel momento in cui e’ entrato in azione l’assassino. L’agente, sentito dagli investigatori, non ha fornito particolari sulle modalita’ dell’agguato, che e’ avvenuto in una zona scarsamente illuminata.Il teste, tra l’altro, non avrebbe saputo precisare neppure se il responsabile dell’agguato era a viso scoperto o mascherato. Anche Martino Luvera’ era insieme ad un’altra persona, un cugino, insieme al quale si stava recando da una parente che abita poco distante dallo studio di Nizzari. La testimonianza del cugino di Luvera’, anche a causa della distanza dal punto in cui si trovava l’assassino, si e’ rivelata poco produttiva sul piano investigativo.

Via | Il Quotidiano della Calabria