Castel Volturno, Casalesi e appalti: 3 arresti 20 funzionari comunali indagati

Gli uomini della Squadra Mobile di Caserta hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA nei confronti di tre presunti esponenti della fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco Bidognetti. Le accuse sono di associazione mafiosa e violenza privata. Si tratta di Giuseppe Setola, Davide Granato, imputato nel

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Gli uomini della Squadra Mobile di Caserta hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA nei confronti di tre presunti esponenti della fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco Bidognetti. Le accuse sono di associazione mafiosa e violenza privata. Si tratta di Giuseppe Setola, Davide Granato, imputato nel processo sulla strage degli immigrati, e Tammaro Diana.

Sono inoltre in corso perquisizioni nelle case di una ventina di amministratori, funzionari, impiegati comunali ed appartenenti al corpo della polizia municipale di Castel Volturno che – secondo le indagini – si sarebbero adoperati per agevolare una struttura ricettiva di un imprenditore ritenuto organico al clan dei Casalesi. Sono indagati per partecipazione ad associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal ricorso al metodo mafioso.

L’attività investigativa era partita da un’intimidazione che nell’autunno di due anni fa sarebbe stata attuata da uno dei destinatari delle tre ordinanze cautelari, Giuseppe Setola, considerato il capo dell’ala stragista del clan, nei confronti di amministratori del comune di Castel Volturno (Caserta) al fine di condizionarne le scelte nell’aggiudicazione degli appalti per il risanamento del litorale domitio.

Qualche dettaglio in più si legge su la Repubblica Napoli:

Risulta indagato per falso e abuso d’ufficio l’ex sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo – magistrato a Brescia presso la procura generale – e l’attuale sindaco Antonio Scalzone, ma anche funzionari, impiegati e appartenenti al corpo della polizia municipale. Questi ultimi sono indagati a vario titolo per concorso in associazione di stampo mafioso, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale in relazione a una serie di comportamenti illeciti tra il 2004 e il 2008, al fine di agevolare e consentire l’esercizio abusivo di una struttura ricettiva risultata appartenente a un imprenditore organico al clan dei Casalesi, poi diventato collaboratore di giustizia.

Via | Pupia

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