Omicidio Sarah Scazzi, il tribunale del Riesame ha deciso: Sabrina Misseri resta in carcere

Il tribunale del Riesame ha deciso: Sabrina Misseri resterà in carcere con l’accusa di concorso nell’omicidio di sua cugina Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto scorso.Le esigenze cautelari in carcere, secondo il Riesame, sono giustificate e non si poteva far altro che confermare la situazione attuale. Le motivazioni di questa decisione saranno rese


Il tribunale del Riesame ha deciso: Sabrina Misseri resterà in carcere con l’accusa di concorso nell’omicidio di sua cugina Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto scorso.

Le esigenze cautelari in carcere, secondo il Riesame, sono giustificate e non si poteva far altro che confermare la situazione attuale. Le motivazioni di questa decisione saranno rese note entro 5 giorni.

Fondamentali per questa decisione sono state le dichiarazioni di alcuni testimoni come Mariangela Spagnoletti, Alessio Pisello e una cliente della giovane che si recò a casa Misseri la mattina dell’omicidio.

Quest’ultima ha rivelato un dettaglio molto importante: Sabrina, la sera del 6 ottobre, dopo aver appreso che suo padre aveva confessato l’omicidio di Sarah, le avrebbe sussurrato ad un orecchio la frase: “Papà ha confessato, io sono stata più brava“.

I legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, si aspettavano questa decisione:

Non ci sorprende il provvedimento del tribunale del Riesame poichè il quadro indiziario nei confronti di Sabrina era molto grave. Ciò significa che allo stato almeno quattro giudici, oltre al pubblico ministero, ritengono Sabrina gravemente indiziata dell’omicidio di Sarah. E questi, ad oggi, sono i fatti. Questo non significa che Michele Misseri, cui va dato atto del contributo dato alle indagini, debba essere glorificato come molti fanno. Invece di rivolgersi subito ai carabinieri ha scelto la via peggiore. I fatti da lui compiuti rimangono di una gravità giuridica e morale inaudita.

Questo, invece, è il commento di Franco Sebastio, procuratore della Repubblica del Tribunale di Taranto:

Ne prendiamo atto. Va ribadito che si tratta di un provvedimento comunque interlocutorio che riguarda una fase di questa indagine che deve ancora svilupparsi in tutti i suoi aspetti. Ricordiamoci tutti che esiste una presunzione d’innocenza prevista dalla nostra Carta costituzionale. Noi continuiamo a lavorare. E’ giusto che ci siano delle valutazioni e dei controlli su quello che gli organi inquirenti fanno. Rientra nelle regole del gioco noi adesso ci dobbiamo attenere alla lettura della motivazione. Quando la leggeremo ci renderemo conto su quali punti il tribunale ha focalizzato la sua attenzione. Non facciamo previsioni, lavoriamo sui dati di fatto.

Le motivazioni di questa decisione, come già detto, saranno depositate entro cinque giorni.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno

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