Maltrattamenti all’asilo “Nel Paese Delle Meraviglie” di Pinerolo: tre educatrici indagate

Un nuovo caso di maltrattamenti all’asilo, dopo quello di Pistoia, è emerso negli ultimi mesi a Pinerolo, alle porte di Torino. La struttura si chiama “Nel Paese Delle Meraviglie“, ma quello che succedeva al suo interno era tutt’altro che meraviglioso: maltrattamenti fisici e psicologici, insulti, schiaffi e pugni, sulla bocca e sulla nuca, bambini costretti


Un nuovo caso di maltrattamenti all’asilo, dopo quello di Pistoia, è emerso negli ultimi mesi a Pinerolo, alle porte di Torino.

La struttura si chiama “Nel Paese Delle Meraviglie“, ma quello che succedeva al suo interno era tutt’altro che meraviglioso: maltrattamenti fisici e psicologici, insulti, schiaffi e pugni, sulla bocca e sulla nuca, bambini costretti a dormire per terra, colpiti con giocattoli, bimbi chiusi nel camino e molto altro.

E’ quello che è emerso nel febbraio scorso, quando le autorità hanno avviato un’inchiesta dopo diverse segnalazioni da parte dei genitori di alcuni bambini.

Ai racconti dei genitori sono seguiti quelli di alcune ex educatrici dell’asilo, che hanno confermato i pesanti maltrattamenti e permesso agli inquirenti di iscrivere le tre educatrici che lo gestivano nel registro degli indagati per maltrattamenti in concorso nei confronti di 37 bambini.

Mio figlio Vittorio era terrorizzato, non voleva entrare in quell’asilo in cui è rimasto per un anno. Lo accompagnavo al mattino e lui scoppiava a piangere, la notte non dormiva, era sempre agitato, io non capivo perché, ma c’era qualcosa di molto strano, perché non si trattava di un capriccio o di un pianto normale. Ad agosto ha avuto le convulsioni talmente non voleva entrare. Ho chiesto spiegazioni e mi sono sentito rispondere che loro erano le educatrici e sapevano come fare. Ho deciso di toglierlo da quella scuola, e ancora oggi quando passiamo in macchina lì davanti, la sua faccia si riempie di terrore e mi implora: “papà non lasciarmi qua”. “Ora il mio bambino ha quattro anni, abbiamo scelto un altro nido ed è molto più sereno. In quell’asilo qualcosa è successo, ed è giusto che si indaghi. Io e mia moglie Miriam abbiamo litigato con loro perché non avevamo spiegazioni

A parlare è uno dei genitori che, sospettando maltrattamenti, aveva tolto il bambino da quell’asilo nido. Un altro ha dichiarato:

Picchiava la bambola e le diceva di stare zitta, poi le metteva un fazzoletto sulla faccia. Ma soprattutto quando capitava di sgridarla, da sola correva in punizione in un angolo. Questo ci ha insospettito perché da noi in casa non siamo soliti comportarci così, e con il senno di poi abbiamo capito che evidentemente ripeteva comportamenti che aveva visto all’asilo.

Ma se a confermare gli abusi sono anche delle ex dipendenti della struttura, ci sono anche genitori che si schierano dalla parte delle tre educatrici indagate:

Mio figlio ha due anni e due mesi, al nido entra felice, mi racconta che cucinano, fanno la pizza e le torte. Le maestre mi hanno sempre aiutata moltissimo, parlandogli a lungo per fargli accettare la nascita del fratellino. Sono scioccata, perché se è vero è giusto che si indaghi fino in fondo. Ma se non è così, ed è solo rabbia legata a un licenziamento, allora è orribile gettare discredito e rovinare la vita delle persone.

Ieri la struttura è stata posta sotto sequestro, mentre le tre donne non sono state arrestate: secondo il giudice non esiste pericolo di inquinamento delle prove né di reiterazione del reato.

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