Camorra, colpo ai clan Belforte e Mallardo: arresti e sequestro beni

Eseguiti 4 ordini di arresto a carico di esponenti del clan Belforte di Marcianise (CE) e sequestrati beni per 17 milioni di euro al clan Mallardo di Giugliano (NA).

di remar

Nuovo colpo ai clan di camorra. In due distinte operazioni le forze dell’ordine hanno eseguito 4 ordini di arresto a carico di presunti esponenti del clan Belforte di Marcianise (Caserta) e sequestrato beni per 17 milioni di euro al clan Mallardo di Giugliano (Napoli).

Nel primo caso la Squadra mobile di Caserta ha notificato quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di soggetti già detenuti e accusati ora di tentato omicidio, detenzione e ricettazione di armi da guerra. Si tratta dei fratelli Salvatore e Domenico Belforte, di Francesco Zarrillo e Vittorio Musone. La vicenda è relativa all’agguato di camorra al quale riuscì a cui scampare Angelo Villalunga, 15 anni fa.

L’inchiesta, già archiviata una prima volta nel 2005, è stata riaperta sulla base delle testimonianze di alcuni pentiti. I collaboratori di giustizia hanno raccontato agli inquirenti che nella faida scoppiata alla fine degli anni Novanta a Marcianise tra i Belforte (o Mazzacane) e i Piccolo (detti Quaqquaroni) Francesco Zarrillo tentò di uccidere a fucilate Villalunga, ma l’uomo si salvò dileguandosi nelle campagne vicine. Dopo il fallito agguato la polizia inseguì il presunto killer, invano, ma in un appezzamento contiguo alla sua abitazione gli agenti trovarono un vero e proprio arsenale, le armi del clan Belforte.

La seconda operazione è stata messa a segno contro il patrimonio mafioso del clan Mallardo di Giugliano, attivo anche a Napoli e fuori dalla Campania, e riconducibile secondo gli inquirenti della Dda partenopea a Feliciano Mallardo, attualmente in carcere, e ad alcuni dei suoi più stretti sodali. Anche loro di recente sono stati raggiunti da provvedimenti di arresto in quanto ritenuti affiliati alla fazione del clan nota come gruppo del rione San Nicola. Il provvedimento di sequestro preventivo adottato dal tribunale partenopeo ed eseguito dalla Gdf riguarda 41 unità immobiliari, 7 rapporti finanziari, terreni, 15 autoveicoli, 5 motocicli, un’imbarcazione di 10 metri, una ditta individuale, 2 società di capitali, una società di persone, altre quote societarie, un centinaio tra gioielli e orologi di lusso.

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