Sarah Scazzi: riprende l’udienza del tribunale del Riesame per decidere sulla scarcerazione di Sabrina Misseri

Riprenderà oggi, al palazzo di Giustizia di Taranto, l’udienza del tribunale del Riesame per decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi, in carcere dal 15 ottobre scorso con l’accusa di aver avuto un ruolo nell’omicidio della 15enne.L’udienza, che si svolgerà a porte sbarrate per fotografi ed


Riprenderà oggi, al palazzo di Giustizia di Taranto, l’udienza del tribunale del Riesame per decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi, in carcere dal 15 ottobre scorso con l’accusa di aver avuto un ruolo nell’omicidio della 15enne.

L’udienza, che si svolgerà a porte sbarrate per fotografi ed operatori, non vedrà la partecipazione della diretta interessata, Sabrina, che ha deciso di attendere il verdetto in carcere.

La decisione, stando a quanto si è appreso, dovrebbe arrivare entro sabato: vi abbiamo già parlato delle nuove testimonianze che i legali della giovane hanno intenzione di presentare, otto persone che potrebbero scagionare Sabrina.

A queste si è aggiunta anche sua sorella Valentina Misseri, che ha parlato con suo padre. Michele, secondo la figlia, avrebbe mentito su diversi punti ed avrebbe anche fatto i nomi di altre persone.

Non posso dire i nomi che ha fatto mio padre a me guardandomi negli occhi ed era sicuramente sincero. Mio papà non comprende i termini giuridici, non si rende conto di quello che dice. Spiegategli cos’è il concorso in omicidio, sicuramente si vergogna di ammettere che è ignorante, magari pensa che è come un concorso a premi.

Valentina non ha dubbi: suo padre è colpevole, sua sorella non è coinvolta in alcun modo. Lo rivelerebbero anche i tabulati telefonici: nei minuti in cui veniva commesso il delitto, Sabrina ha inviato alcuni sms. Come poteva fare due cose contemporaneamente?

E mentre si attende la decisione del Riesame, il gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, ha rigettato la richiesta della difesa di Michele Misseri di una perizia psichiatrica sull’uomo in sede di incidente probatorio.

Il giudice, in particolare, avrebbe sottolineato che non c’è alcuna documentazione sanitaria che attesterebbe che Misseri avrebbe assunto farmaci e psicofarmaci prima dell’arresto del 7 ottobre scorso. All’indagato, come testimoniato da più parti, sono stati somministrati solo alcuni tranquillanti nelle ore immediatamente successive all’arresto. Il giudice avrebbe poi specificato nel provvedimento di rigetto che l’aver abusato di un cadavere, reato del quale si è accusato lo stesso Misseri nei confronti della nipote Sarah Scazzi, potrebbe evidenziare una devianza ma non una incapacità di intendere e di volere; anche le diverse confessioni parziali rese dall’indagato potrebbero avere varie motivazioni.

Maggiori dettagli saranno resi noti nel corso delle prossime ore.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno

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