Kabul, strage di Isis contro minoranza hazara

Drammatico attacco contro la minoranza hazara in Afghanistan da parte di Isis: 80 morti in un corteo a Kabul.

Sono almeno 80 le persone rimaste uccise, che si sommano a molte altre rimaste ferite, circa 230, in un duplice attacco suicida ha colpito una manifestazione pacifica organizzata ieri, sabato 23 giugno 2016, da un gruppo appartenente alla minoranza sciita degli Hazara a Kabul, in Afghanistan. La rivendicazione è stata di Isis.

Gli hazara protestavano per l’energia elettrica, imbracciavano lampade a petrolio, chiedevano ai loro governanti di poter semplicemente vedere al buio, di far passare i tralicci dell’elettricità nelle zone dove vivono. La corrente elettrica, per qualcuno in Afghanistan, è oltre che un sogno: è uno status sociale. Gli hazara, fortemente discriminati in Afghanistan tanto che poche settimane fa sono stati protagonisti di una manifestazione di fronte al Parlamento Italiano per chiedere giustizia ed equità sociale, rappresentano il 9-10% della popolazione afghana, “discriminati da settanta generazioni” dicono gli anziani.

Ieri erano in migliaia a manifestare a Kabul, una città blindata, gli è stato impedito di arrivare al palazzo presidenziale ma il corteo si stava svolgendo in tutta tranquillità, nonostante le lamentele degli hazara. Poi un boato: due, forse tre attentatori suicidi (il governo dice “uno” ma si tiene qualche riserva), si sono fatti esplodere a piazza Deh Mazang, dove il corteo si era fermato. La rivendicazione dello Stato Islamico è quasi immediata, tramite la solita agenzia Amaq, ma questa volta sembra che c’è da crederci: la strage più terribile dal 2001 ma non solo, è anche il primo attacco compiuto da parte del sedicente Stato islamico a Kabul.

Un primato invidiabile. Isis in questo modo riapre una ferita che l’Afghanistan sembrava avere rimarginato, lo scontro intrareligioso tra sunniti e sciiti, ma forse le chiavi di lettura di questo attentato sono altre (contro la minoranza hazara, come è stato in Iraq contro la minoranza yazida) e comunque incerte.

Ciò che è certo è che l’ennesimo atto di sangue targato Stato Islamico arriva a pochi giorni dalle polemiche in Europa sui presunti attentati di matrice islamica diventati di matrice psichiatrica e mostra tutta la crudeltà degli uomini fedeli ad Al-Baghdadi.