Sarah Scazzi: le dichiarazioni di Cosima Serrano, Ivano Russo e la confessione di Michele Misseri

Ancora notizie sul caso di Sarah Scazzi, in attesa della decisione del tribunale del Riesame sulla scarcerazione di Sabrina Misseri, prevista per domani.Cosima Serranno, madre e moglie dei due principali sospettati, ieri non è stata ascoltata in Tribunale, ma nel pomeriggio gli inquirenti si sono recati a casa sua ed hanno ascoltato quelle che la


Ancora notizie sul caso di Sarah Scazzi, in attesa della decisione del tribunale del Riesame sulla scarcerazione di Sabrina Misseri, prevista per domani.

Cosima Serranno, madre e moglie dei due principali sospettati, ieri non è stata ascoltata in Tribunale, ma nel pomeriggio gli inquirenti si sono recati a casa sua ed hanno ascoltato quelle che la donna aveva definito “rivelazioni clamorose” sul caso.

Michele Misseri, riferisce la moglie Cosima, “non è più lui“, i farmaci e i tranquillanti che gli danno in carcere avrebbero un effetto destabilizzante e quindi le sue parole non dovrebbero essere prese così seriamente.

L’ultima confessione dell’uomo, quella in cui attribuisce l’intera responsabilità alla figlia Sabrina, sostenendo di essere intervenuto solo a cose fatte, per disfarsi del cadavere, è stata pubblicata da La Gazzetta Del Mezzogiorno.

La mattina del 26 agosto 2010 mi sono alzato alle ore 3 circa. Verso le 5,30 mi sono sentito al telefono con mio fratello Carmine con il quale dovevo recarmi in campagna per lavorare su incarico del proprietario. Mio fratello mi disse di acquistare due lattine di olio agricolo che servivano per effettuare il lavoro. Mi sono trattenuto in Avetrana fino alle 8,40. Prelevato il prodotto, ho raggiunto mio fratello e con lui ho lavorato fino alle 13 oppure alle 12. Poi sono rincasato. Sono andato in cucina e ho pranzato. In casa c’era Sabrina, non ricordo se fosse presente anche mia moglie. Dopo aver finito di pranzare è venuta mia figlia Sabrina per dirmi che era successo «un guaio in cantina». Mi sono recato con lei in cantina e ho trovato il corpo esanime di Sarah. Intorno al collo della ragazza c’era una corda attorcigliata più volte. Non escludo che potesse essere una cintura anziché una corda. Quindi in seguito ho prelevato il corpo della ragazza e l’ho portato dove poi è stato trovato. […] Ribadisco che dopo aver pranzato mi sono seduto sulla sedia a sdraio e mi sono addormentato. Quando sono rincasato ho trovato mia moglie, Sabrina e Sarah che pranzavano in cucina. Io ho pranzato nel cucinino. Mentre dormivo sono stato svegliato da Sabrina che mi invitatava a seguirlo in garage perché era “successo un guaio”. Quando sono arrivato in garage ho visto Sarah con una cintura avvolta intorno al collo.
Ho detto a mia figlia: «Cosa hai fatto?». E lei mi ha risposto alterata affermando: «Tanto mi dava fastidio». Quindi dopo pochi minuti e dopo aver concordato con lei che mi sarei accollato la responsabilità della morte di Sarah lei usciva perché stava arrivando Mariangela.
Mentre nascondevo il corpo di Sarah sentivo squillare il cellulare della stessa della cui presenza non mi ero ancora accorto. Mentre lo prendevo cadeva la batteria. Caricavo Sarah sulla mia autovettura Marbella e la portavo nel luogo dove è stata trovata. In garage rimanevano le scarpe infradito della ragazza che Sabrina avrà nascosto. Confermo l’episodio del vilipendio del cadavere di Sarah di cui ho parlato negli interrogatori precedenti e confermo anche l’episodio delle molestie sessuali verificate nei giorni precedenti della scomparsa di Sarah di cui ho parlato nei precedenti interrogatori. Ritornato a casa da contrada Mosca sono andato a raccogliere i fagiolini. Dopodichè sono andato nei pressi della caserma dei Carabinieri e ho depositato il cellulare di Sarah per farlo ritrovare a qualcuno e sono rientrato nella mia abitazione e alla sera ho visto di nuovo mia moglie e mia figlia. Nei giorni successivi non ho chiesto a Sabrina il perché aveva compiuto quel gesto nei confronti di Sarah. Mia moglie non ha mai saputo nulla sui fatti da me descritti. Sabrina sapeva che il cellulare di Sarah lo avevo io e quello che ho fatto trovare il 29 era proprio quello di Sarah».

Se quello che avete appena letto è il suo racconto sintetizzato dagli inquirenti, di seguito trovate la trascrizione di quell’interrogatorio, datato 5 novembre:

Misseri: Dopo che ho finito di mangiare mi ha chiamato Sabrina, ha detto papà vieni in garage che è successa una cosa. Quindi sono sceso, c’era Sarah che stava a terra, stava con le mani verso il portone e aveva la corda attorcigliata al collo.

Pm: Ma era una corda o un altro oggetto?
Misseri: No, una corda era, era troppo stretta perché non poteva respirare… solo che al togliere che ho fatto io. ..perchè aveva tanti nodi, a toglierla le ho fatto qualche cicatrice al collo, poi prima che venisse qualcuno l’ho presa e l’ho portata via dove l’abbiamo trovata (…) Ha detto: Papà è successa una cosa che stavamo giocando ed è scivolata ed è caduta Sarah. Secondo me, per far vedere che è stato un suicidio gli ha messo la corda.

Pm: Era presente Cosima?
M.: Stava sempre a letto.
Pm: Giocavano in garage?
M.: In garage dice che giocavano (…)
Pm: Quello che stai dicendo purtroppo contrasta con tutto quello che noi abbiamo. Se tu non vuoi parlare non succede niente.

Bruzzone: Adesso, Michele, lo devi fare è il momento giusto.
M.: C’era un cinta… E’ stato con la cinta
Pm: Liberati, finalmente.
M.: Nel garage l’ho trovata. Se poi è successo da un’altra parte, se l’han – no trascinata, non lo so. Però l’ho trovata in garage.
Pm: L’ha trascinata chi?
Galoppa: Dì la verità, Michè

M.: Se l’è tirata Sabrina in garage… Dopo che stavo dormendo è venuta Sabrina e ha detto: papà vieni un attimo che è successo qualche cosa e sono sceso …dal por toncino…e ho visto Sarah e ho detto «Ma che hai combinato»?
Pm: A terra dove?
M.: Quando entri sul lato destro. Ha detto: «Già comunque mi stava dando pure fastidio». E ho detto – e mò la responsabilità me la prendo tutta io… Allora ho messo un cartone sopra , ho tolto la cinta che aveva al collo… ho messo un cartone sopra pure per la gente che passava e in quel momento è andata con Mariangela. Allora mi sono dato da fare per metterla nel cofano della macchina, l’ho coperta bene, ho messo una zappa sopra, se serviva, e in quel momento li ho aspettato che è tornata con Mariangela e hanno detto: «è tornata Sarah?». E ho detto no, non ho visto nessuno.

Pm: Dopo quanto esce Sabrina perché sta arrivando Mariangela.
M.: Una decina di minuti è rimasta nel garage.
Pm: Dieci minuti sono tanti.
M.: Lei stava attenta se passava qualcuno e io ho trovato il cartone per metterlo sopra….il cellulare ha squillato che c’era ancora fuori Mariangela dopo due, tre minuti è squillato.
Pm: Quando stava Sabrina?
M.: No.
Bruzzone: No, no!
M.: No due o tre minuti da quando era uscita fuori Sabrina.
Pm: Perché hai tirato fuori il telefono dal fuoco?
M.: Perché mi sentivo in colpa è vero che la colpa me la stavo prendendo tutta io, però io stavo morendo, allora il telefono l’ho messo davanti alla caserma dei carabinieri, se trovavano il telefono dicevo io, perché non avevo il coraggio di costituirmi…dicevo io, tutte le impronte mie stavano lì sopra, tutte stavano. Io ho pensato così.

Nel frattempo è stato reso noto anche l’ultimo interrogatorio di Ivano Russo, il ragazzo di Avetrana per il quale sia Sarah che Sabrina provavano qualcosa. Il giovane ha rivelato nuovi dettagli che potreberero fornire un movente per l’omicidio di Sarah.

Pm: «Può riferire i raporti fra lei e Sabrina Misseri?»
Ivano: «Tra me e Sabrina c´è sempre solo stato una sincera amicizia. Solo una sera però, prima di Ferragosto, io e Sabrina ci siamo diretti con la mia macchina in un luogo appartato. Sabrina ha cominciato a spogliarsi ma io le ho chiesto di vestirsi, perché tenevo molto alla nostra amicizia. Sabrina, sia pure a malincuore, si rivestì».
Pm: «Come sono venuti a sapere gli amici di questa questione?»
I.: «Una sera d´agosto di quest´anno ci trovavamo a Torre Colimena, io Claudio Scazzi, Sarah e altri amici. Sabrina non era presente. Nel corso della conversazione Claudio mi fece intendere di essere a conoscenza di quanto fosse successo quella sera in cui mi ero appartato con Sabrina. Il 21 agosto 2010 davanti alla Birreria 102 ci vedemmo con Sabrina: le raccontai quanto mi aveva riferito Claudio. Sabrina mi disse che non era stata lei e si dimostrò anche lei infastidita. Io ne approfittai per ribadire che non intendevo instaurare un rapporto che non fosse di sola amicizia. Nei giorni successivi con Sabrina non mi sono più incontrato. Ho solo ricevuto degli sms con i quali mi diceva che aveva intenzione di parlarmi».
Pm: «Può riferire dei rapporti fra lei e Sarah Scazzi?»
I.: «La vedevo come la piccola del gruppo, quasi una persona da proteggere. Spesso mi abbracciava m io l´ho sempre vista come una bambina».
Pm: «C´è stato qualche episodio con Sarah protagonista ch può aver incrementato la gelosia di Sabrina nei suoi confronti?»
I.: «Possono essere stati molti gli episodi legati comunque all´affetto che Sarah mostrava nei miei confronti. Una volta Sarah, guardandomi, mi ha detto “ti voglio bene”. Ed io le risposi di volergliene anche io».
Pm: «Sabrina le ha mai contestato con gelosia questi episodi?»
I.: «No».
Pm: «C´era gelosia fra Sarah e Sabrina per te?»
I.: «No, al cento per cento».

Non c’era gelosia tra le due, ma Ivano aveva rifiutato le avances di Sabrina e la notizia si era diffusa tra gli amici di Avetrana.

E mentre l’udienza per la scarcerazione di Sabrina è prevista per domani, l’incidente probatorio per Michele Misseri chiesto dalla procura della Repubblica di Taranto si terrà venerdì 19 novembre. Misseri sarà nuovamente interrogato e quello che dirà diventerà parte integrante non più modificabile del dibattimento in sede di processo.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno

Ultime notizie su Sarah Scazzi

Tutto su Sarah Scazzi →