Milano, aggressione a colpi di piccone: Adam Kabobo era capace di volere

La Procura di Milano ha ricevuto la perizia psichiatrica di Adam Kabobo, il cittadino ghanese arrestato l’11 maggio con l’accusa di aver ucciso a colpi di piccone tre passanti: giudicato capace di volere.

Adam Kabobo capace di volere

E’ stato riconosciuto capace di volere al momento della tragedia del maggio scorso a Milano Adam Kabobo: i periti nominati dal Tribunale di Milano, lo psichiatra Ambrogio Pennati e la criminologa Isabella Merzagora, nominati dal gip di Andrea Ghinetti, incaricati di svolgere una perizia psichiatrica sull’africano, lo hanno ritenuto capace di “volere” al momento del fatto.

Il ghanese potrà essere dunque processato; la sua capacità di intendere “era grandemente scemata, ma non totalmente assente”, si legge nella perizia: Adam Kabobo è dunque considerato capace di partecipare coscientemente al procedimento penale a suo carico (tre omicidi).

Pur riconoscendo una compromissione della sua capacità di intendere, la capacità di volere di Kabobo era sufficientemente conservata: un vizio parziale di mente che non risparmierà a Kabobo il processo e, probabilmente, il carcere.

I periti parlano anche di una pericolosità sociale, di natura psichiatrica tuttora presente in forma elevata.

(Andrea Spinelli Barrile)

Milano, aggressione a colpi di piccone: chiesta infermità mentale per Adam Kabobo

Potrebbe evitare il carcere e finire in un ospedale psichiatrico il cittadino ghanese di 31 anni arrestato l’11 maggio a Milano dopo la folle serie di aggressioni in zona Niguarda costate la vita a tre persone.

La Procura di Milano ha deciso di chiedere che Adam “Mada” Kabobo venga sottoposto ad una perizia psichiatrica che servirà, come scrive il pm Isidoro Palma, ad accertare la sua pericolosità sociale e la sua capacità di partecipare coscientemente al procedimento e all’accertamento della capacità dell’indagato di intendere e di volere al momento del fatto.

Il motivo di tale richiesta è presto detto. Dall’interrogatorio seguito all’arresto, Kabobo avrebbe mostrato “segni inequivocabili di una situazione di infermità mentale” e la documentazione medica inviata alla Procura dalla Casa Circondariale di Milano, dove è rinchiuso il 31enne, sembra confermare quel quadro di instabilità mentale, “tale da minarne la sua cosciente partecipazione al processo e la sua capacità di comprendere il disvalore degli atti compiuti“.

La decisione finale spetta al giudice per le indagini preliminari, che di fatto segnerà il futuro giudiziario dell’imputato. Se Kobobo, al termine del processo, venisse riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto verrebbe assolto e finirebbe in una struttura psichiatrica giudiziaria, come già accaduto al pugile ucraino Oleg Fedchenko.

Adam Kobobo, lo ricordiamo, è accusato di triplice omicidio, rapina e lesioni: ha ucciso e rapinato Alessandro Carolé, Ermanno Masini e Daniele Carella – il primo deceduto sul colpo, gli altri due poche ore dopo il loro ricovero in ospedale – e aggredito con una spranga di ferro il 23enne Andrea Carfora e Francesco Niro, fortunatamente senza gravi conseguenze.