Mafia, Bari: 92 arresti clan Stramaglia e Di Cosola nell’operazione Hinterland

Maxi blitz contro le cosche baresi. Sono 92 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nella notte dalla polizia a Bari e nell’hinterland – ma anche a Milano, Udine, Novara, Foggia, Cerignola (Foggia) e Milazzo (Messina) – nei confronti di presunti capi ed affiliati dei clan rivali Stramaglia e Di Cosola, al centro negli ultimi anni

di remar


Maxi blitz contro le cosche baresi. Sono 92 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nella notte dalla polizia a Bari e nell’hinterland – ma anche a Milano, Udine, Novara, Foggia, Cerignola (Foggia) e Milazzo (Messina) – nei confronti di presunti capi ed affiliati dei clan rivali Stramaglia e Di Cosola, al centro negli ultimi anni di numerosi fatti di sangue per il controllo del mercato della droga.

Nel corso dell’operazione denominata “Hinterland” sono stati sequestrati anche 40 chili di stupefacenti, pistole e due kalashnikov. I clan colpiti avevano “delocalizzato” i traffici illeciti – spaccio di droga ed estorsioni – nei comuni vicini accrescendo la loro influenza e i loro affari.

Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Bari su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo per l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e all’ estorsione.

Scrive La Gazzetta del Mezzogiorno:

Tra le persone arrestate vi sono boss e affiliati ai due sodalizi: tra questi il capoclan Antonio Di Cosola, a cui il provvedimento restrittivo viene notificato in carcere. Oltre al boss Antonio Di Cosola (già detenuto), il provvedimento restrittivo viene notificato ai due capiclan della famiglia Stramaglia, in ‘guerra’ con i Di Cosola: Michele Stramaglia (figlio del boss Michelangelo, ucciso in un agguato nel 2009) e Giuseppe Barbetta. (…) Le famiglie Di Cosola e Stramaglia sono state protagoniste negli ultimi anni di numerosi episodi di sangue legati al controllo esclusivo dei traffici di droga sul territorio.

Tra gli episodi contestati vi sono anche estorsioni ai danni di imprenditori edili e di titolari di frantoi oleari, incendi e numerosissimi episodi di spaccio di droga. Nel corso delle indagini gli uomini della squadra mobile, diretti da Fausto Lamparelli, sono riusciti a monitorare anche diversi episodi di sangue. Tra questi l’omicidio del presunto affiliato al clan Stramaglia Martino Salatino (compiuto nell’agosto del 2008): per il delitto sono già stati condannati in primo grado a 30 anni di reclusione Antonio Foggetti e Giulio Martino e sono state sequestrate le due pistole utilizzate per compiere il delitto.

L’ultimo capitolo della guerra tra le due cosche ad agosto. Dagli archivi di Repubblica:

Luigi Cannone, 52 anni, con precedenti penali è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava davanti ad un bar.Cannone era ritenuto uomo di fiducia di Michelangelo Stramaglia, boss del clan dominante nei traffici di droga dei piccoli comuni dell’area del sud-est barese (Triggiano, Capurso, Valenzano). Il boss venne ucciso con un colpo di pistola all’addome il 24 aprile 2009, a Valenzano: secondo i carabinieri, che lo arrestarono per favoreggiamento, Cannone aveva assistito all’omicidio di Stramaglia, senza però fornire elementi utili alle indagini. All’agguato sono seguiti nei mesi successivi varie altre uccisioni.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →