Subiaco: carabiniere Lucio Cappelli uccide una figlia, ferisce l’altra e si suicida

Dramma familiare a Subiaco, vicino Roma. Un maresciallo dei carabinieri Lucio Domenico Cappelli, 40 anni, nel tardo pomeriggio di ieri ha ucciso in casa una delle due figlie, di 13 anni, con un colpo di pistola alla testa e con la stessa arma ha ferito l’altra figlia, 15enne, ora ricoverata in ospedale. Raggiunta a una

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Dramma familiare a Subiaco, vicino Roma. Un maresciallo dei carabinieri Lucio Domenico Cappelli, 40 anni, nel tardo pomeriggio di ieri ha ucciso in casa una delle due figlie, di 13 anni, con un colpo di pistola alla testa e con la stessa arma ha ferito l’altra figlia, 15enne, ora ricoverata in ospedale. Raggiunta a una gamba e al torace, la ragazza non sarebbe in pericolo di vita. Illeso per miracolo l’altro figlio del militare, di soli 10 anni. Poi Cappelli ha puntato l’arma contro di sé e si è ucciso.

All’origine del raptus omicida ci sarebbe un banale litigio scoppiato due giorni fa tra l’uomo e una della due figlie. Oggetto del contendere sarebbe stato il popolare social network Facebook. Il militare mercoledì avrebbe avuto una lite al telefono con la più piccola delle ragazze. Lite che sarebbe continuata nella giornata di ieri fino al tragico epilogo. Pare che la giovane vittima si collegasse spesso al social network facendo arrabbiare il padre, fortemente contrario.

Ma al di là delle prime ricostruzioni sulla dinamica dei fatti formulate dai carabinieri di Frascati, è difficile non pensare che alla base del gesto non ci sia stato un disagio psichico dell’uomo, che probabilmente nessuno aveva percepito, almeno al di fuori delle mura domestiche. Lucio Cappelli viene infatti descritto come un militare “irreprensibile” che mai aveva dato segni di violenza o squilibrio.

Sposato con un’insegnante, che e al momento della tragedia era fuori casa, e figlio di un sottufficiale, l’ uomo era in servizio dall’anno scorso al Nucleo operativo della compagnia di Subiaco, dopo essere stato per anni al centro reclutamento nazionale dei carabinieri. In 10 giorni sono quattro i militari dell’Arma che con la pistola d’ordinanza si sono tolti la vita: il tenente Claudia Racciatti, di 29 anni; Valerio Iannucci di 50 anni e Angelo D’Auria, 30 anni.

Il 78% dei suicidi tra gli appartenenti alle Forze armate sono carabinieri, come si legge nell’ultima “Relazione sullo stato della disciplina militare e sullo stato dell’organizzazione delle Forze armate”, trasmessa dal ministero della Difesa al Parlamento. “La maggior parte degli eventi – si legge nel rapporto i cui dati sono aggiornati al 2008 – è riconducibile a problemi di carattere personale”.

Via | La Voce del Nord Est romano
Foto | Flickr