Sequestro Spinelli: il pm chiede fino a 16 anni per i rapitori

Quattro persone sono sotto processo a Milano per il sequestro lampo del tesoriere di Silvio Berlusconi Giuseppe Spinelli e sua moglie. Il pm ha chiesto per loro fino a 16 anni di carcere.

Sedici anni di carcere. E’ questa la pena più alta chiesta oggi dal pm di Milano per la banda di rapinatori che nella notte tra il 15 e il 16 ottobre dello scorso anno sequestrarono il ragioniere Giuseppe Spinelli, uno dei più stretti collaboratori di Silvio Berlusconi, e sua moglie nella loro abitazione.

Sono quattro le persone a processo per quel sequestro lampo, il presunto capobanda Francesco Leone e tre suoi complici. Per il primo, ideatore del sequestro, il pm Paolo Storari ha chiesto una condanna a 16 anni di carcere, mentre per i tre complici la richiesta è stata di una pena compresa tra gli 8 e i 10 anni di reclusione.

Il sequestro durò in tutto circa 11 ore, dalla sera del 15 ottobre fino alle 9 del giorno successivo. Stando alla ricostruzione dei fatti fornita dal tesoriere Spinelli e da sua moglie, quest’ultima fu aggredita non appena aperta la porta casa. Lì, ad attendere i due coniugi, c’erano due componenti della banda – poi raggiunti da un terzo – che li costrinsero ad entrare nell’abitazione e rimasero con loro per tutta la notte, minacciandoli a più riprese con una pistola.

Il motivo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era estorsivo: i malviventi chiesero a Spinelli di consegnar loro 35 milioni di euro in cambio di alcuni documenti che, a loro dire, avrebbero contribuito ad alleggerire la posizione di Silvio Berlusconi nel caso del Lodo Mondadori.

Nessun riscatto, assicurano i diretti interessati, è stato pagato. Se in primo momento si era ipotizzato il pagamento di 8 milioni di euro, questa ipotesi fu messa a tacere dall’assenza di prove. Ora che, a distanza di mesi, i misteri dietro il sequestro di Spinelli e consorte sembra essere chiarito, non resta che assicurare i responsabili alla giustizia.

Oltre a Leone, ritenuto la mente del gruppo, finirono in manette altri cinque persone – Alessio Maier, Ilirjan e Laurenc Tanko, Pierluigi Tranquilli e Marjus Anuta – ma solo in quattro sono finiti alla sbarra. Tutti e quattro hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, beneficiando così dello sconto di un terzo della pena.

(in aggiornamento)