Amstetten, dai verbali degli interrogatori al sospetto di stupro anche di una figlia-nipote, tutte le ultime novità

Mentre domani ci sarà il primo interrogatorio di Josef Fritzl da parte di un magistrato (Christiane Burkheiser), trapelano nuovi terribili particolari della storia che ha sconvolto il mondo intero.Le prime novità riguardano i verbali delle dichiarazioni della figlia Elisabeth, dagli estratti dei quali emerge che quando aveva 16 anni la Polizia avrebbe potuto salvarla, invece

di dario

Mentre domani ci sarà il primo interrogatorio di Josef Fritzl da parte di un magistrato (Christiane Burkheiser), trapelano nuovi terribili particolari della storia che ha sconvolto il mondo intero.

Le prime novità riguardano i verbali delle dichiarazioni della figlia Elisabeth, dagli estratti dei quali emerge che quando aveva 16 anni la Polizia avrebbe potuto salvarla, invece la consegnò nelle mani del mostro:

Nel 1982 avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall’autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da fare.

Andando avanti nella lettura, la ricostruzione delle ultime ore di prigionia.

Kerstin stava molto male da giorni. Io lo supplicavo di fare qualcosa. Ha accettato di chiamare un medico perché a un certo punto sembrava morta. L’ho aiutato a portarla su e l’abbiamo adagiata su un divano. Dietro la porta ho sentito delle voci. Mia madre, i miei figli che vivevano sulla terra, parlavano sottovoce. Mi è parso che capissero cosa stava succedendo. Non ho avuto il coraggio di chiamarli. Poi mi ha riportato di sotto.

Il giorno dopo costringe la figlia a scrivere qualche riga per l’ospedale, dove porta la nipote-figlia in fin di vita:

“Aiutatela, non è mai stata nella clinica. Ha molta, molta grande paura degli estranei”

Josef Fritzl si rende conto del grande rischio che sta correndo, con la figlia e la figlia-nipote fuori dal rifugio, e per far andare bene le cose minaccia Elisabeth che i suoi due figli rimasti dentro, se qualcosa va storto, ci rimarranno per sempre.

Di fronte alle accuse alla polizia della figlia, Josef ha negato per molte ore, dicendo che si trattava di menzogne. Si è arreso solo quando, nel sopralluogo nella sua abitazione, le forze dell’ordine hanno minacciato di distruggere la casa se non usciva fuori il nascondiglio.

Elisabeth racconta che dopo il parto dei gemelli ha rischiato di morire per l’emorragia, e allo stremo delle forze giunse anche durante l’assenza di un mese del padre, la prima volta che andò in vacanza in Thailandia.

Dalle dichiarazioni del mostro emerge che una volta, di notte, per fare una sorpresa al più piccolo dei figli segreti, Felix, che fu fatto allevare alla madre vera perché la nonna non sarebbe stata in grado di crescere altri bambini, lo portò a fare un bagno in una piccola piscina che aveva fatto in garage. Non era del tutto estraneo ad attenzioni per i figli-nipoti sotterranei. Per sostituire la luce solare, ad esempio, dava loro integratori vitaminici e li sottoponeva periodicamente a lampade.

Il grande progetto di Josef era costruire una casa di 2500 metri quadri, con un nascondiglio molto più complesso e ampio. Già presentato al comune, gli venne rifiutato per questioni estetiche.

Ma grande raccapriccio viene anche dal dubbio insinuato dal Sun, secondo il quale Elisabeth in quegli anni non fu l’unica vittima delle violenze sessuali, alle quali molto probabilmente fu sottoposta anche Kerstin, la ragazza portata in fin di vita all’ospedale. Questo gli inquirenti lo temono per la graduale perdita di appeal che Elisabeth, invecchiando, avrebbe provocato nel padre. Ma attualmente Kerstin è impossibile interrogarla perché tuttora in coma, anche se le sue condizioni sembrano migliorare.

La fame di sesso e perversione di Fritzl sembra però inarrestabile. Oltre a moglie, figlia, figlia nipote, turismo sessuale in Tailandia, l’uomo era anche frequentatore abituale di Villa Ostende, una casa d’appuntamenti dove, stando alle interviste rilasciate dalle prostitute, era temuto da tutte perché particolarmente violento e autoritario, oltre che tirchio, a sentire il portiere del bordello.

Violenza chiama violenza. L’avvocato del mostro, che sta puntando tutto sull’infermità mentale dell’assistito e ne denuncia uno stato di profonda prostrazione, sta ricevendo in questi giorni moltissime minacce per telefono, email e lettere, anche di morte.

Unica nota positiva della vicenda, il ritorno alla normalità delle vittime del mostro, che gradualmente e sotto assistenza, stanno imparando a conoscere il mondo fuori da quei 55 metri quadri.

Resta l’amara constatazione che di opportunità per evitare questa storia alle autorità ne erano state offerte moltissime, a cominciare dalle due denunce per stupro che lo portarono solo a 18 mesi complessivi di carcere, passando per l’episodio citato da Elisabeth della sua fuga, arrivando fino a quei bimbi che misteriosamente arrivavano ai nonni dal nulla, che non furono mai sottoposti a un esame del dna.

Via | BariMia, Repubblica, , Il Tempo, The Sun, AgoraNews

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