Mafia, operazione Iblis: 47 arresti, coinvolti politici e imprenditori

Sono 47 le persone arrestate nel corso di un’operazione dei carabinieri del Ros che la scorsa notte – tra Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – hanno eseguito altrettante misure cautelari. Il provvedimento, emesso dal Gip Luigi Lombardo su richiesta della Dda di Catania, riguarda esponenti di rilievo di Cosa nostra, pubblici

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Sono 47 le persone arrestate nel corso di un’operazione dei carabinieri del Ros che la scorsa notte – tra Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – hanno eseguito altrettante misure cautelari.

Il provvedimento, emesso dal Gip Luigi Lombardo su richiesta della Dda di Catania, riguarda esponenti di rilievo di Cosa nostra, pubblici amministratori ed imprenditori del capoluogo etneo, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e rapine.

Nel corso del blitz i militari hanno anche sequestrato beni per circa 400 milioni di euro. L’inchiesta, denominata Iblis, ha documentato gli interessi e le infiltrazioni negli appalti pubblici delle cosche catanesi, attraverso una “capillare rete collusiva” nella pubblica amministrazione.

Tra gli arrestati, si legge nella nota diffusa dai carabinieri del Ros, anche

“(…) il deputato regionale Fausto Fagone (Udc ora in quota al neo partito che fa riferimento a Saverio Romano e Totò Cuffaro), Giuseppe Tomasello, ex assessore di Palagonia, Paolo Sangiorgi consigliere provinciale, e un altro amministratore di Palagonia, Francesco Ilardi. L’inchiesta ha accertato collusioni tra mafia, politica e imprenditoria ed è la stessa in cui sono indagati anche il governatore siciliano Raffaele Lombardo e il fratello Angelo. I collaboratori di giustizia avrebbero parlato di favori e voti assicurati ai due, ma non sono state dimostrate condotte agevolative nei confronti dell’organizzazione mafiosa da parte dei fratelli Lombardo”.

Scrive Live Sicilia:

Le indagini dei carabinieri del Ros di Catania, che poi si sono intrecciate con dichiarazioni su politici e amministratori, avevano al centro della loro attività il boss Vincenzo Aiello della cosca Santapaola. Nell’inchiesta si innestano anche le dichiarazioni di almeno due pentiti: il ‘colletto bianco’ Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola che si e’ autoaccusato di oltre 50 omicidi.

Via | Live Sicilia

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