Sarentino, omicidio: Stefan Kiem uccide suocera Rosa Reiterer a martellate

Ha ucciso la suocera a martellate, poi è tornato a casa come se niente fosse e il giorno dopo si è costituito. Il brutale omicidio si è consumato nel tardo pomeriggio di sabato nella frazione Villa di Sarentino, paese di montagna a nord di Bolzano, in Alto Adige. Stefan Kiem, 41 anni, stava effettuando dei

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Ha ucciso la suocera a martellate, poi è tornato a casa come se niente fosse e il giorno dopo si è costituito. Il brutale omicidio si è consumato nel tardo pomeriggio di sabato nella frazione Villa di Sarentino, paese di montagna a nord di Bolzano, in Alto Adige.

Stefan Kiem, 41 anni, stava effettuando dei lavori presso l’abitazione dell’anziana quando tra i due sarebbe scoppiato un diverbio. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo ha impugnato l’attrezzo con cui stava lavorando e ha iniziato a colpire la suocera, Rosa Reiterer di 75 anni.

Poi Kiem è rientrato a casa sua e dopo aver passato la notte con la famiglia ha deciso di costituirsi dai carabinieri di Bolzano che ora indagano coordinati dal magistrato di turno Markus Mayr. Scrive Alto Adige sui momenti precedenti alla furia omicida:

Sta sistemando l’impianto elettrico, vicino alla televisione. Dietro di lui la voce della suocera che non smette di risuonare nella sua testa. «Sempre la solita storia, le solite critiche», racconterà dopo ai carabinieri. (…) Nemmeno si era accorto di avere ancora in mano il martello quando si è girato verso di lei per dirle di farla finita. «Non volevo colpirla». Sente il tonfo. Il corpo dell’anziana sul pavimento. Il sangue ricopre il volto, lì dove il martello l’ha centrata. Poi l’ira diventa incontrollabile. Stefan non riesce più a gestire la rabbia. Colpisce di nuovo, e poi di nuovo, e un altro colpo ancora.

L’uomo è ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

La suocera, racconta, lo considera «un fallito». Un uomo che sbaglia ogni cosa. Kiem parla per ore e ore. Racconta tutto. Spiega perché l’ha colpita. A qualcuno deve confessare tutta la sua rabbia. Nel frattempo il padre di Kiem si sente male in caserma. Viene ricoverato al San Maurizio. La moglie rimane in caserma insieme alla cognata. Non smette di piangere. Chiama al cellulare la suocera per sapere come stanno i bambini. Loro non sanno niente. L’i nterrogatorio durerà fino a tarda serata.

Foto | Alto Adige