Sei Nazioni: la Georgia bussa ancora, ma forse troppo presto

Dopo la vittoria con il Canada coach Haig torna a chiedere l’allargamento del torneo. Ma forse era meglio aspettare la sfida con il Galles.

“Il Sei Nazioni è ciò che ci serve”. Vinta la sfida con il Canada Milton Haig, coach della Georgia, è subito tornato a parlare del tema che più sta a cuore al rugby georgiano. Entrare nel Sei Nazioni. “Ne parliamo da tre anni, è quello che ci serve per crescere. Ma anche geograficamente, è il posto dove stiamo bene naturalmente. Quindi spero che un giorno di diano l’opportunità” continua il tecnico, che però sa che la strada è ancora lunga.

“Sappiamo che dobbiamo meritarci la credibilità e che stiamo andando nella direzione giusta. Credo che, se avverrà, sarà un’espansione del Torneo e non una questione promozione/retrocessione” ha concluso Haig. Che, però, dopo il Canada (scivolato dietro a Germania e Hong Kong nel ranking, ndr.) avrà una prova durissima contro una delle squadre proprio del Sei Nazioni, il Galles.

Quello tra Galles e Georgia è un match mai giocato nella storia, ma è anche l’antipasto della sfida che vedrà le due squadre di fronte ai prossimi Mondiali di Giappone 2019. Una sfida dura, al Millennium Stadium, e che potrà dire molto sulle velleità dai georgiani di entrare nel Sei Nazioni. E, forse, Haig avrebbe fatto meglio ad aspettare qualche giorno prima di parlare e attendere il verdetto del campo.

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