Mondiali 2023: l’Italia “voltagabbana” ha deluso gli irlandesi

L’Irish Times racconta i retroscena che hanno portato all’assegnazione dei Mondiali alla Francia. E punta il dito contro l’Italia.

Il peggior tradimento? Quello dell’Italia. Così scrive l’Irish Times che racconta come si è arrivati alla scelta della Francia come sede dei Mondiali del 2023, con i transalpini che hanno battuto Irlanda e Sud Africa. E il quotidiano irlandese punta il dito contro Gavazzi e la FIR, i quali avrebbero (il condizionale è d’obbligo, visto che dagli ambienti Fir arriva un’altra versione) voltato le spalle all’ultimo all’Irlanda.

“L’Irish Times ha saputo che gli italiani avevano confermato il loro appoggio alla candidatura dell’Irlanda fino a sabato scorso, quando hanno fatto sapere dall’IRFU che avrebbero invece votato per la Francia – dice il quotidiano, che continua –. Questo sa anche più di un tradimento, visto il supporto continuo dell’IRFU e che è stato cruciale a mantenere due squadre italiane nel Pro 14, con gallesi e scozzesi che erano meno inclini e ciò, così come a non volere un allargamento del Sei Nazioni”.

Insomma, l’Irlanda avrebbe aiutato l’Italia del rugby nel momento del bisogno e, in cambio, avrebbe ricevuto un tradimento. Come avrebbe dichiarato il chief executive dell’IRFU Philip Browne. “Sono molto deluso. Ci siamo spesi molto politicamente per difendere l’Italia per tante giuste ragioni, visto che siamo convinti che il rugby professionistico vada supportato in Italia. Sfortunatamente i nostri colleghi in Scozia e Galles non sempre la pensano così e abbiamo dovuto difendere la posizione italiana. Ma ora dobbiamo far calmare il tutto e ragionarci su”.

L’Italia e Alfredo Gavazzi, dunque, hanno puntato sulla Francia e sulle promesse di Bernard Laporte, ma si sono sicuramente messi contro un partner che nel recente passato si è speso molto per il rugby italiano. Una scelta politica che, ora, bisognerà vedere se pagherà, o se a pagare sarà il rugby italiano. Va detto che, dal fronte FIR, viene confermato il voto alla Francia, ma non le promesse all’Irlanda.