Castrogiovanni: “L’addio? Deciso dopo quella scena nello spogliatoio”

In una lunga intervista sul Corriere della Sera l’ex pilone parla di passato e presente. E di quella scena al Millennium di Cardiff.

Ha appeso gli scarpini al chiodo e, da allora, non lo si vede più a vedere la nazionale. Lo si vede in tv, tra pubblicità e conduzione di programmi di varietà, ma Martin Castrogiovanni dal mondo del rugby si è allontanato. E sul Corriere della Sera l’ex pilone azzurro racconta il perché di questa scelta e come ha capito che fosse il momento di smettere.

“Le partite non mi è mai piaciuto guardarle da spettatore, amavo vederle da dentro al campo – racconta Castro –. Ripeto, mi piace essere protagonista, non spettatore. Tutto qui”. Poi il discorso passa all’addio a Parigi e allo ‘scandalo’ di Las Vegas. “In quell’occasione penso di aver sbagliato solo a dire che ero a casa in Argentina. Ma ero fuori rosa già da inizio settimana, non rientravo nei piani del club e allora credo che un uomo sia libero di andare dove e con chi crede” le parole di Martin.

Il pilone poi parla dei momenti difficili della sua vita, dalla celiachia allo scoprire di avere un tumore per cui i medici gli danno sei mesi di vita. Ma non sono state le difficoltà a far scegliere a Castro di smettere, né l’età che avanzava. Tutto nasce a Cardiff, nello spogliatoio azzurro. “Avevo pensato di smettere a Cardiff, nel 2015 (in realtà parla del 2016, ndr.), dopo l’incontro del Sei Nazioni con il Galles. All’inno piango, poi prendiamo 70 punti e torno negli spogliatoi dove scopro che uno dei miei compagni più giovani sta postando una foto su Instagram e un altro già ha le cuffie con la musica a palla. Ho pensato che quello non era più il mio mondo, i tempi erano cambiati e io lì non c’entravo più nulla” sentenzia Martin.

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