Amore criminale, terza puntata del 17 maggio: l’omicidio di Alice Acquarone

La terza puntata della trasmissione condotta da Barbara De Rossi è dedicata a Alice Acquarone, uccisa nel 2009 dal compagno che voleva lasciare

Venerdì 17 maggio è andata in onda la terza puntata di Amore criminale e come consueto noi di Crimeblog vi raccontiamo la storia principale della serata, quella che purtroppo si conclude con l’uccisione di una donna ad opera di un uomo che avrebbe dovuto amarla e proteggerla. La trasmissione, infatti, come ormai tradizione, ci racconta a fine serata anche una storia che si è invece conclusa positivamente.

La storia raccontata è quella di Alice Acquarone, uccisa a Torino a 46 anni, il 5 aprile 2009 da Alain, il suo nuovo compagno. Ad introdurre la storia, insieme a Barbara De Rossi, è l’attore Giobbe Covatta, che ha letto un estratto della confessione dell’assassino. Ma chi era Alice Acquarone? Era una donna che dopo 20 anni di matrimonio e due figli aveva deciso di separarsi, ma che non aveva rinunciato all’amore.

Quell’amore sembra ritrovarlo in Alain, un uomo conosciuto per caso all’angolo di una strada del suo quartiere, dove lui vendeva i giornali. Alice è dipendente di una mensa scolastica, madre di due figli poco più che adolescenti, Luca e Chiara, che adora. Per quel ragazzo però perde la testa, nonostante ai figli non piaccia. L’uomo dà infatti fin da subito l’idea di considerare Alice come una sua proprietà, tanto da sembrare persino geloso dell’affetto e delle attenzioni che la donna riserva ai figli.

In effetti Alain è pieno di problemi: fa lavori saltuari, ha problemi psicologici e dipende da psicofarmaci e sostanze stupefacenti, soprattutto cannabis e hashish. In breve tempo Alice diventa per lui una vera e propria ossessione: cerca di stare sempre con lei, la chiama a tutte le ore del giorno e della notte, prova una smodata gelosia nei confronti dei figli di lei. La goccia che fa traboccare il vaso è però un litigio con Luca, il figlio maggiore della donna.

Quella discussione fa aprire gli occhi ad Alice: i figli hanno ragione, quello non è l’uomo giusto per lei. Ma non riesce a troncare subito: Alain mostra tante fragilità, ha bisogno di lei e del suo aiuto, e lei non glielo fa mancare, anche con grandi sforzi. Sono passati otto mesi da quando si sono conosciuti, e l’entusiasmo e la felicità dei primi mesi sono ormai un ricordo lontano. La situazione coi figli, soprattutto con Chiara è sempre più tesa.

È a quel punto che Alice capisce che deve chiudere quella relazione, per il suo bene ma anche per quello dei suoi figli. Il 5 aprile 2009, è una domenica, Chiara ha un pranzo in campagna con degli amici, e prima di uscire discute ancora una volta con sua madre. Il motivo è sempre Alain, ma Alice ha già preso la sua decisione. Lo lascerà quello stesso giorno, anche se sua figlia non lo sa. Dopo un giro al mercato insieme all’uomo, Alice chiede a suo figlio Luca e alla sua fidanzata, che sono in casa, di uscire e lasciargli soli. Vuole pranzare da sola con Alain e parlare con lui.

Quello che accade dopo non è mai stato chiarito del tutto, ma è stato ricostruito in base alle confuse dichiarazioni di Alain. Alice vuole lasciarlo, ne nasce una violenta discussione, al termine della quale lui la uccide, colpendola più volte in testa e sul volto con uno svitabulloni. Dopo l’omicidio Alain avvolge il corpo della compagna in una coperta e lo abbandona nel giardino del palazzo. Poi torna su e pulisce l’appartamento, prima di allontanarsi e tornare a casa sua.

Ma un vicino di casa lo vede lasciare il corpo in giardino e chiama i carabinieri. Quando la sera Chiara torna a casa non riesce ad accedere al cortile interno, viene bloccata dai carabinieri e dai vicini, ma nessuno le dice che il corpo ritrovato in giardino è quello di sua madre, almeno fino all’arrivo di suo padre. I carabinieri rintracciano anche Luca, ed è lui a raccontare con chi era sua madre in casa quella mattina, ed è sempre lui a condurli a casa di Alain.

L’uomo viene arrestato, ma non confessa subito. Quando dopo alcuni giorni ammette le sue colpe, ripete ossessivamente che non voleva essere abbandonato, che Alice era tutto il suo mondo, la sua vita. L’assassino viene processato con rito abbreviato e condannato a 30 anni, nonostante il pm avesse chiesto una condanna a 17 anni e nonostante una perizia lo abbia riconosciuto parzialmente incapace di intendere e volere al momento del delitto.

Il giudice ha invece ritenuto di dargli comunque il massimo della pena, considerando che l’uomo si è volontoriamene messo in una situazione di rischio, abusando di psicofarmaci e sostanze stupefacenti. La sentenza è stata confermata nei tre gradi di giudizio, e al termine della pena Alain dovrà affrontare anche 3 anni di ospedale giudiziario.

A raccontare la storia di Alice la classica docufiction di Amore criminale, oltre alle testimonianze dei due figli, del loro avvocato, del pubblico ministero e dei carabinieri che hanno condotto le indagini.