Pro 14: due conference, un solo obiettivo

Parte venerdì il campionato celtico, per la prima volta con al via due squadre sudafricane. Ecco cosa dobbiamo aspettarci.

Finalmente si torna in campo. Venerdì sera torna la Celtic League, che da quest’anno si chiama Guinness Pro 14 con l’ingresso delle franchigie sudafricane dei Cheetahs e dei Southern Kings. Cambia anche il formato del torneo, con due gironi distinti (anche se le squadre si sfideranno anche con quelle dell’altro girone) e i playoff che non prevedono più solo semifinali e finale, ma anche un barrage. Alle semifinali va la prima di ogni conference, mentre la seconda e la terza affronteranno una sfida incrociata con la seconda e terza dell’altro girone.

La Conference A è composta da Munster (Irlanda), Ospreys (Galles), Glasgow Warriors (Scozia), Cardiff Blues (Galles), Connacht (Irlanda), Zebre Rugby (Italia), Toyota Cheetahs (Sudafrica). Un girone che vede come favorite d’obbligo il Munster e gli Ospreys, con i Glasgow Warriors che hanno cambiato molto (a partire dal coach), mentre i Cardiff Blues potrebbero essere la sorpresa. Molte incognite nascondono i Cheetahs (così come i Kings nell’altro girone), con una rosa che deve dimostrarsi all’altezza e con sicuramente molti problemi di ambientamento all’inizio. Ricordiamoci che il rugby europeo è molto diverso da quello downunder e anche gli arbitraggi sono diversi, quindi per i Cheethas ci vorrà un po’ per adattarsi.

Infine, le Zebre sono un altro punto di domanda. Difficilmente si può fare peggio di un anno fa (con la firma dei contratti si spera che i giocatori possano pensare solo al campo quest’anno), ma la squadra è (almeno quantitativamente) non all’altezza di un torneo di questo livello e ai tanti addii sono seguiti quasi solo arrivi di giovanissimi dall’Eccellenza che dovranno adattarsi al rugby internazionale. Sinceramente è difficile immaginare una grande stagione dei bianconeri e già mettersi alle spalle una squadra (Connacht? Cheetahs?) sarebbe un risultato più che positivo per Biagi e compagni, ma anche per il rugby italiano. Ma sarà dura, molto dura.

La Conference B è composta da Scarlets (Galles), Leinster (Irlanda), Ulster (Irlanda), Edinburgh (Scozia), Benetton Rugby (Italia), Dragons (Galles), Southern Kings (Sudafrica). Qui, a differenza dell’altro girone, la divisione sembra più netta. Scarlets, Leinster e Ulster appaiono irraggiungibili dalle altre, almeno sulla carta, e salvo sorprese dovrebbero giocarsi i posti per i playoff. L’Edimburgo non appare migliorato rispetto a un anno fa e, anzi, ha anche diversi problemi di infortuni che renderà la stagione più difficile. Anche Newport non promette di poter fare il salto di qualità e per i Southern Kings vale l’identico discorso fatto per i Cheetahs.

Infine, la Benetton Treviso. La squadra sulla carta è migliorata rispetto a un anno fa come rosa, ha avuto un anno per assimilare i dettami tecnici di Crowley e rispetto alle Zebre non ha passato un’estate piena di dubbi societari. I test estivi, però, hanno lasciato molti dubbi su una squadra, quella biancoverde, chiamata quest’anno a fare il salto di qualità. Diciamolo chiaramente, visti gli avversari nel girone l’obiettivo minimo per la Benetton dev’essere il quinto posto. Due tra Edimburgo, Newport e Southern Kings possono essere tenute dietro da Budd e compagni. Un sesto posto lascerebbe più di un po’ di amaro in bocca, mentre chiudere settimi sarebbe né più né meno un fallimento.

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