Caos Zebre: Gavazzi vs giocatori, fumata grigia

Nulla di fatto a Parma dopo l’incontro tra il presidente federale e i ragazzi bianconeri.

Un incontro teso, con da un lato il presidente Gavazzi che ha parlato, dall’altra i giocatori delle Zebre, che per lo più hanno ascoltato. Sentendo progetti e rassicurazioni, ma senza che le parole del presidente Fir abbiano risolto una situazione che è difficile da risolvere. Ecco, però, da quello che ha raccolto Rugby 1823 e che sarebbe (il condizionale è d’obbligo) stato detto.

Alfredo Gavazzi, che ha voluto incontrare i giocatori e si sarebbe rifiutato di parlare con i rappresentanti sindacali avrebbe assicurato che la nuova società sarebbe nata e depositata in tribunale. Una nuova società, però, di cui non si capisce ancora chi sia l’investitore – se la Fir con l’aiuto economico del Coni (a proposito, cosa pensa Malagò di questa situazione?), o con l’intervento di qualche privato – che dovrebbe subentrare alla vecchia.

Gavazzi ha attaccato l’ex presidente Pagliarini, dicendo che la Fir avrebbe dato alle Zebre soldi per gli stipendi, ma che sarebbero stati usati per coprire altre spese delle Zebre. Poi si è parlato di futuro e, ancora una volta, il presidente federale avrebbe fatto capire che Parma sarebbe una sede molto temporanea e che entro fine anni sarebbe fondamentale trovare un’alternativa, con Gavazzi che avrebbe fatto i nomi di Milano, Roma, ma avrebbe anche citato Calvisano.

Come detto, però, da parte dei giocatori nessuna apertura evidente. Anche perché Gavazzi avrebbe promesso di spalmare i soldi ancora dovuti dai giocatori sui prossimi stipendi, ma annunciando già un taglio del 5% degli stipendi. Il tutto, poi, senza che vi sia ancora una garanzia sulla famosa copertura assicurativa. I giocatori, infatti, hanno ribadito che fino a quando non vi sarà copertura (ma chi può farla? La vecchia società ormai inesistente o la nuova virtuale?) non scenderanno in campo.