Affari italiani: Italdonne, un Mondiale ma niente soldi per farlo

Ad agosto in Irlanda si disputa il torneo iridato femminile, ma l’Italdonne non si sa come ci arriverà.

Le più forti nazionali femminili hanno già iniziato i raduni in vista dei Mondiali 2017 che ad agosto si svolgeranno in Irlanda e molte di loro hanno già affrontato i primi test match di preparazione al torneo iridato. Le più forti nazionali femminili, ma non l’Italia.

L’ultimo comunicato ufficiale Fir riguardo all’Italdonne risale allo scorso 17 marzo, cioè alla fine del 6 Nazioni di categoria. Da allora nulla. Nessun raduno, nessun gruppo di azzurre selezionato in vista dei Mondiali, nessuna amichevole prevista da qui ad agosto. Insomma, mentre le altre stanno lavorando per arrivare all’appuntamento irlandese al meglio, in Italia non si muove foglia. Un flop che appare annunciato, ma ora si inizia a temere addirittura che l’Italia possa non partecipare ai Mondiali.

Settimana scorsa, infatti, la Fir ha reso pubblico il bilancio preventivo 2017 e in quelle pagine dense di numeri (la potete trovare qui, ndr.) si parla anche di Italdonne. O, meglio, più che nel bilancio se ne parla nel rendiconto stilato dal Collegio dei Revisori. E non è un bel leggere.

“La Nazionale Femminile sarà impegnata ad agosto nella partecipazione alla coppa del mondo di categoria programmata in Irlanda; per quest’ultima attività seppure regolarmente preventivata non risultano al momento stanziati in bilancio i fondi necessari legati all’attività di preparazione ed alla partecipazione effettiva” si legge nella relazione. Insomma, ci sono i Mondiali, ma la Fir non ha i soldi. E, dunque, chi paga e come si può partecipare? “E’ stato presentato al CONI un apposito progetto che dovrebbe finanziare l’intera programmazione senza gravare a carico del bilancio federale”.

Insomma, le casse federali piangono e a pagare sono le donne. Sempre che non intervenga il CONI. Ma a oggi, 12 giugno, cioè a meno di due mesi dai Mondiali irlandesi, non vi sono notizie riguardo al progetto sottoposto al CONI né a fondi stanziati dal Comitato Olimpico. E, intanto, gli altri si allenano, programmano, testano, giocano. E l’Italdonne sta a guardare. E non certo per colpa delle ragazze.