Caso Franceschi: il perito esclude percosse. Impossibile accertare l’infarto, manca il cuore

E’ stata effettuata ieri una seconda autopsia sul corpo di Daniele Franceschi, il 36enne viareggino morto nel carcere francese di Grasse lo scorso 25 agosto.Il professor Lorenzo Varetto, medico legale incaricato dalla famiglia di Franceschi, non ha riscontrato alcuna lesione ed ha quindi escluso che il 36enne sia stato pestato in carcere.Impossibile, almeno per ora,


E’ stata effettuata ieri una seconda autopsia sul corpo di Daniele Franceschi, il 36enne viareggino morto nel carcere francese di Grasse lo scorso 25 agosto.

Il professor Lorenzo Varetto, medico legale incaricato dalla famiglia di Franceschi, non ha riscontrato alcuna lesione ed ha quindi escluso che il 36enne sia stato pestato in carcere.

Impossibile, almeno per ora, stabilire se Daniele sia morto a causa di un infarto: la salma, ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, è tornata in Italia svuotata degli organi interni, senza gli occhi, in putrefazione.

L’autopsia è distruttiva di per sé e prelevare gli organi non è stravagante. Certo, il cuore sarebbe bene riaverlo per dimostrare le cause della morte. Dall’analisi non sarebbero emersi elementi riconducibili ad un pestaggio, ma abbiamo comunque prelevato campioni di muscolatura per vedere, attraverso gli esami istologici, se ci sono ecchimosi.


Quanto alla presunta frattura del setto nasale, il professor Varetto sostiene che “per riscontrare una rottura servirebbero esami più approfonditi“.

Gli organi di Daniele, salvo ulteriori slittamenti, dovrebbero arrivare in Italia entro dicembre, ma nel frattempo, se verrà autorizzato, il professor Varetto potrebbe andare in Francia per visionarli.

Se i medici legali hanno agito correttamente nell’effettuare l’autopsia, quello che contestano i legali della famiglia di Franceschi è il mondo in cui il corpo è stato conservato e sul comportamento dei medici che avevano visitato Daniele prima del suo decesso:

Rimangono dubbi sulle cause del decesso: gli esami ai quali Daniele era stato sottoposto prima di morire, dopo che aveva lamentato dolori al petto, avevano rivelato un aumento degli enzimi cardiaci, preludio di un possibile infarto. Ma non fu ricoverato. Perché? Va chiarito questo.

Mentre continuano gli accertamenti, la famiglia di Daniele ha fatto sapere che domani si terranno i funerali:

I funerali, sabato alle 15.30, alla chiesa di Sant’Antonio. Credo che faremo un corteo in città, non so. E lo porteremo al cimitero di Viareggio, accanto al suo papà, Piero. Dovevo esserci io, là, invece ci andrà lui.

Via | La Nazione

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