Affari italiani: Gavazzi e quella provocazione evitabile

Ieri il presidente federale ha festeggiato a modo suo lo scudetto conquistato dal ‘suo’ Calvisano.

I suoi estimatori dicono che è “sanguigno”, “verace”, incapace di malizie. I suoi avversari, invece, vedono nelle sue scelte – più umane che politiche e sportive – una vera e propria voglia di provocare e dividere. E ieri Alfredo Gavazzi, presidente della Fir, ha voluto confermare il suo animo. Sanguigno o provocatorio, fate vobis.

Come scrive il Gazzettino – con una fotografia e testimonianza della notizia – il presidente federale avrebbe preso la macchina e dalla sua Calvisano sarebbe giunto fino a Rovigo per acquistare i giornali locali e poter leggersi con comodo – cioè non al pc – le cronache locali sulla vittoria del suo Calvisano proprio contro il Rovigo. E, non contento, non si è limitato a un’edicola qualsiasi, ma ne ha scelta una proprio vicino al Battaglini.

“A me leggere sui computer non piace” ha giustificato Gavazzi la scelta. E, ribadiamo, può essere visto come il gesto di un tifoso sanguigno, verace, ma di certo in un periodo storico dove i rapporti con il Veneto sono tesi un gesto simile appare come uno sfottò. Anche perché poteva farsi stampare gli articoli (lo fa con quelli di questo blog, ndr.) o almeno evitare di giungere fino davanti allo stadio simbolo dei rossoblù. E, invece, no. Ha preso la macchina ed è andato fin davanti agli avversari per godersi le cronache della vittoria del suo Calvisano. Evitabile.

Foto – Stefano Delfrate