Portogallo: lo scozzese James Ross sequestrato e torturato per 13 giorni. Quattro arresti

Sono ancora pochi i dettagli diffusi dalle autorità portoghesi e da quelle scozzesi sulla prigionia di James Ross, 26enne di Wick tenuto segregato e torturato per tredici giorni in una villa a Boliqueime, Portogallo, nella regione di Algarve.Il giovane, padre di due bambini, era arrivato in Portogallo lo scorso 5 ottobre: avrebbe dovuto lavorare in


Sono ancora pochi i dettagli diffusi dalle autorità portoghesi e da quelle scozzesi sulla prigionia di James Ross, 26enne di Wick tenuto segregato e torturato per tredici giorni in una villa a Boliqueime, Portogallo, nella regione di Algarve.

Il giovane, padre di due bambini, era arrivato in Portogallo lo scorso 5 ottobre: avrebbe dovuto lavorare in una piantagione di cannabis per poter ripagare un debito di circa 15mila euro nei confronti del connazionale John Maclean.

Ma quello che Ross ha trovato ad attenderlo è stato tutt’altro: Maclean ed altri tre inglesi l’hanno sequestrato e torturato per giorni. Gli hanno tagliato un orecchio, due dita delle mani e tre dei piedi.

Hanno anche chiamato sua moglie e le hanno spiegato le condizioni in cui versava il marito e l’hanno costretta a non denunciare la scomparsa: se avesse allertato le autorità, James Ross sarebbe morto.

La donna, però, aveva già segnalato la scomparsa del marito e quando è arrivata la chiamata dei sequestratori, il telefono era già sotto controllo.

Le ricerche, però, non hanno portato a piste concrete e, dopo giorni, le autorità erano arrivate a credere che James fosse morto.

Poi il colpo di scena: Ross, approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, è riuscito a scappare e, ancora sanguinante, è stato soccorso da un automobilista.

James Ross è stato portato in ospedale, mentre i quattro aguzzini – tutti inglesi di età compresa tra i 20 e i 50 anni coinvolti nel traffico di hashish – sono stati arrestati.

Via | The Daily Record