Elezioni Regionali Lazio 2013: Zingaretti nuovo governatore, Storace ammette la sconfitta

I risultati del voto nel Lazio: tutti gli aggiornamenti in tempo reale del 2013 e lo storico.

di guido

20.48Zingaretti ha vinto, le conferenze stampa dello sconfitto (Storace) e del vincitore di centrosinistra hanno già avuto luogo, ma lo spoglio è ancora lontano dall’essere concluso. Ecco i dati più aggiornati. Il vantaggio di Zingaretti supera i 10 punti percentuali.

Sezioni 1.899 su 5.267

    Nicola Zingaretti 423.973 Voti 40,34%
    Francesco Storace 314.207 Voti 29,90%
    Davide Barillari 212.854 Voti 20,25%
    Giulia Bongiorno 46.938 Voti 4,46%
    Sandro Ruotolo 22.857 Voti 2,17%

19.47Nicola Zingaretti in conferenza stampa, il neo governatore del Lazio si prodiga nei ringraziamenti di rito.

Affermazione straordinaria dal punto di vista numerica, tanti voti disgiunti. Facemmo bene a denunciare il malaffare imperante nello scorso settembre, ora tocca a noi. Di fronte alla rabbia e all’astensionismo saremo in grado di offrire una risposta. Il risultato ci indica una grande responsabilità. Dobbiamo cambiare questa regione, la cambieremo restituendo a questa regione una grande dignità.

19.40Storace getta la spugna e chiama il suo rivale Zingaretti facendogli gli auguri per il prossimo mandato. Il centrosinistra riconquista la Regione Lazio.

Vogliamo rappresentare un centrodestra che ha fatto una campagna elettorale difficile, uscivamo da una pagina piuttosto complicata. Abbiamo combattuto con onore questa battaglia. Avremo buoni numeri nel consiglio regionale e ci faremo valere, dovremo mettere fine al commissariamento della sanità nel Lazio. Sulla questione del limite a 50 consiglieri eletti (ndr come stabilito dalla governatrice uscente Polverini) non ci siano ricorsi per tentare di far eleggere i 20 seggi “mancanti”, auspico che nessuno faccia ricorso.



19.28 – Nonostante la lentezza nello spoglio (non siamo nemmeno ad un quinto delle sezioni) il risultato comincia ad essere chiaramente in favore di Zingaretti, c’è ora una maggiore omogeneità nella localizzazione geografica delle sezioni e il candidato del centrosinistra ha una chiara predominanza nella provincia di Roma che gli dovrebbe consentire una vittoria tutto sommato comoda. Intanto il Movimento Cinque Stelle continua a contestare le operazioni di spoglio, in particolare viene contestato l’annullamento di quelle schede che riporterebbero il nome “grillo” nello spazio riservato alle preferenze.

Sezioni 908 su 5.267

    Nicola Zingaretti 175.867 Voti 38,84%
    Francesco Storace 144.685 Voti 31,90%
    Davide Barillari 89.804 Voti 19,80%
    Giulia Bongiorno 20.605 Voti 4,54%
    Sandro Ruotolo 9.562 Voti 2,10%

18.15 – Lo spoglio per le Regionali del Lazio è lento come raramente si era visto. A quattro ore dall’inizio delle operazioni di scrutinio le sezioni che hanno comunicato i dati per l’elezione del governatore sono appena 519 su 5.267. Nello stesso momento in Lombardia sono arrivati i dati di 1.426 sezioni su 9.233, il confronto è impietoso.

Intanto è arrivato l’atteso sorpasso di Zingaretti su Storace.

Il candidato del Centrosinistra è balzato in testa e ora ha il 41,02% dei voti dalla sua parte contro il 30% di Storace, Davide Barillari del Movimento Cinque Stelle ha raccolto il 19% dei consensi fino ad ora, Giulia Bongiorno sostenuta da UDC e FLI ferma al 4,83%.

16.19 – Lo spoglio nel Lazio è iniziato da due ore, mentre le proiezioni danno in netto vantaggio Zingaretti e i dati reali sulle primissime sezioni dicono Storace arriva la contestazione del Movimento Cinque Stelle. Il candidato Davide Barillari sostiene che ci sarebbero “molte schede” annullate dai presidenti di seggio perché nello spazio riservato alla preferenza gli elettori avrebbero scritto il nome “Grillo“. La legge parla chiaro, sono voti da annullare, ma per M5S sarebbero “rafforzativi” del consenso in favore del partito e andrebbero conteggiati a Barillari.

15.55: Dalla sede del comitato di Zingaretti a Roma, il coordinatore della campagna elettorale, Massimiliano Smeriglio si dice fiducioso: «Non ci aspettiamo sorprese». E parla della comunicazione, che a Roma forse ha funzionato meglio che a livello nazionale.

14.08: è iniziato lo spoglio delle schede per le elezioni Regionali nel Lazio. 06blog racconta in diretta dal comitato pro Storace e in diretta dal comitato pro Zingaretti la giornata elettorale.

15.26 – Instant Poll Regionali Lazio: ZINGARETTI IN NETTO VANTAGGIO.

Nonostante manchino più di 24 ore all’inizio dello spoglio per le Regionali la Rai ha fornito i primi “Exit Poll” che danno in nettissimo vantaggio Nicola Zingaretti che avrebbe ragione, senza difficoltà di Francesco Storace. Fra il 7% e il 9% il candidato del Movimento Cinque Stelle, Davide Barillari.

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Elezioni Regionali Lazio 2013: i risultati delle ultime tornate elettorali

Regionali Lazio 2013 – Da quando la legge Tatarella prima, e la riforma costituzionale poi hanno introdotto l’elezione diretta del presidente della giunta, le elezioni regionali hanno assunto il carattere della sfida a due (o a tre), con carattere di voto presidenziale, più ancora che per le elezioni nazionali. Il Lazio ha vissuto dal 2000 a oggi tre tornate elettorali combattute e che non hanno mai visto confermare il governatore uscente.

Elezioni Regionali 2000
È la prima volta che si vota dopo la riforma costituzionale, ma già nel 1995 c’è stata la prima elezione diretta del presidente, il giornalista Rai Piero Badaloni, candidato per il centrosinistra. Nel 2000 Badaloni viene sfidato da Francesco Storace, all’epoca ancora in Alleanza Nazionale e nome forte del partito a Roma e nella regione. La campagna elettorale si contraddistingue per un centrodestra spregiudicato e sempre all’attacco, mentre Badaloni lamenta di essere stato abbandonato dal partito, che non crede più nella vittoria.

Badaloni è appoggiato da tutti i partiti del centrosinistra e dall’Udeur, Storace invece raduna Forza Italia, An, Ccd-Cdu, i socialisti e i liberal di Sgarbi. Si candida come terza incomoda Rita Bernardini per la Lista Bonino. Il risultato è favorevole a Storace, che totalizza il 51,29% dei voti e ottiene 38 consiglieri su 60, mentre Badaloni resta fermo al 46% e torna alla carriera giornalistica in Rai.

Elezioni Regionali 2005
Il vento è cambiato, non solo nel Lazio. In tutta Italia i candidati di centrosinistra sono in vantaggio nei sondaggi e la coalizione prepara le Regionali come un “avviso di sfratto” per il governo Berlusconi. Nel Lazio contro Storace viene candidato Piero Marrazzo, conduttore della fortunata trasmissione a difesa dei consumatori “Mi manda Raitre”. La campagna elettorale è particolarmente avvelenata: Storace viene attaccato per lo stato della Sanità nel Lazio (di lì a poco sarà indagato per il Laziogate) ma soprattutto entra in furiosa polemica con Alessandra Mussolini, che intende candidarsi con Alternativa sociale. La Mussolini in un primo momento viene estromessa e accusa Storace di averla boicottata, poi la vicenda rientra ma la spaccatura nel centrodestra è insanabile. Intanto si parla di un “complotto” per coinvolgere Marrazzo in una storia di droga.

Alla fine la spunta il giornalista, che diventa presidente del Lazio con il 51% dei voti e 42 seggi, mentre Storace si ferma al 47% e la Mussolini al 2%. Storace si consolerà diventando il nuovo ministro della Salute nell’ultimo anno del governo Berlusconi prima del voto.

Elezioni Regionali 2010
Si torna a votare alla scadenza della legislatura, anche se Marrazzo si è dimesso alla fine del 2009 travolto dallo scandalo a base di trans e droga. Negli ultimi mesi di mandato la Regione è retta dal vicepresidente Esterino Montino, mentre il PD cerca il candidato alla successione. Ci sono molte autocandidature (Lorettta Napoleoni, David Sassoli), ma il partito pensa a Nicola Zingaretti, che però declina. Il PD quindi ripiega su Emma Bonino, che si era candidata per i Radicali. Il centrodestra schiera invece la sindacalista Renata Polverini, divenuta famosa per le partecipazioni a Ballarò.

Nonostante lo scandalo, la situazione è incerta fino all’ultimo e alcuni sondaggi vedono la Bonino in vantaggio. Alla fine però ha la meglio la Polverini, mentre nel centrosinistra si accusa la Bonino di aver condotto una campagna elettorale rinunciataria, concentrata solo su Roma e non sulle altre province, quasi che non volesse davvero vincere. Renata Polverini ottiene il 51,14% con 44 consiglieri, Emma Bonino il 48,32% con 29 consiglieri.

Foto © Getty Images

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