Pdl e Lega: Veltroni schiacciato, ma guida il primo partito italiano

Nelle elezioni sono i voti che contano. E c’è chi vince e c’è chi perde. Lo scenario politico che si sta delineando (con le proiezioni del Senato) a cinque ore dall’inizio dello spoglio è molto chiaro: c’è una lista, quella del Pdl di Berlusconi abbondantemente prima con il 47,1 per cento, (45,2 alla Camera) c’è

Nelle elezioni sono i voti che contano. E c’è chi vince e c’è chi perde. Lo scenario politico che si sta delineando (con le proiezioni del Senato) a cinque ore dall’inizio dello spoglio è molto chiaro: c’è una lista, quella del Pdl di Berlusconi abbondantemente prima con il 47,1 per cento, (45,2 alla Camera) c’è una lista, quella del Pd di Veltroni battuta, con il 38 per cento (39,1 alla Camera). Una differenza netta, di oltre 8 punti in percentuale al Senato e di oltre 6 punti alla Camera. Un abisso, se si pensa che di fatto c’è stata la polarizzazione del voto che ha portato al pesante ridimensionamento o addirittura alla scomparsa dei partiti che hanno corso da “indipendenti” .

Queste percentuali producono, stando alle proiezioni, un Senato non in bilico ma saldamente in mano al Pdl con 164 seggi contro i 139 del Pd. Esclusi i due maggiori partiti Pdl e Pd, solo l’Udc (il partito di Casini esce con le ossa rotte) e solo in Sicilia (restano residue speranze in Calabria e Campania) supera lo sbarramento dell’8 per cento (portandosi a casa 2 o 3 senatori), mentre sprofonda la Sinistra arcobaleno, bocciata anche nella rossa Emilia. Addirittura il partito di Bertinotti non raggiungerebbe (stando alle proiezioni delle ore 19) il 4 per cento alla Camera con conseguenze disastrose per la Sinistra arcobaleno e l’intera sinistra italiana. Altro dato di rilievo riguarda i singoli partiti: il Pdl attorno al 39 per cento, la Lega (grande exploit) oltre il 6 per cento, 1 per cento per l’Mpl e sull’altro fronte il Pd sotto il 33 per cento e l’Idv sopra il 5 per cento.

Se questi dati venissero confermati il Partito democratico sarebbe ben lontano dalla soglia minima (di crisi) prevista dal loft, cioè almeno il 35 per cento. In cinque-sei regioni c’è stato il ribaltamento di forza a favore del Pdl. Un dato che aprirà riflessioni e polemiche. Conclusione. A meno di novità clamorose, l’Italia volta pagina, chiude l’esperienza di centro sinistra e avrà un nuovo leader (Berlusconi) e un nuovo governo (di centro destra).

L’Italia ha bocciato gli outsider, concentrando i voti sui due “partitoni”. E’ passato il messaggio del “voto utile”. Si conferma la scelta del bipolarismo e si imbocca la strada del bipartitismo. Berlusconi (almeno per ora) vince. Dovrà contenere l’agitazione di Bossi. Veltroni perde, forse più pesantemente delle peggiori previsioni. La scommessa del nuovo partito andrà avanti. La sinistra deve ridisegnarsi completamente.