Martin Johnson: “Il doping nel rugby? E’ un problema”

L’ex capitano ed ex allenatore dell’Inghilterra punta il dito contro internet, ma soprattutto contro il professionismo.

Il doping nel rugby? Oggi ce ne è molto più di ieri, parola di Martin Johnson. Forse un po’ ‘ingenuo’ guardando ai suoi tempi, ma conscio che oggi le sostanze illegali sono più facili da trovare e che ci sono motivazioni che prima del professionismo non c’erano. L’ex capitano inglese parte dal dato che indica come 14 dei 42 casi di doping scoperti negli ultimi due anni in Gran Bretagna hanno coinvolto rugbisti.

“Quando ho iniziato a giocare, pensavo che qualcuno della nazionale usasse droghe? Assolutamente no. Sarei preoccupato oggigiorno? Assolutamente sì. Le cose sono più facili da ottenere, con internet, e c’è più conoscenza. Le persone, comunque, si dopano quasi sempre per vanità” dice l’ex allenatore dell’Inghilterra e capitano campione del mondo nel 2003.

Ma Johnson è convinto che il primo motivo per l’esplosione del doping sia il professionismo e i tanti soldi che vi girano attorno. “Oggi il gioco è professionistico e viviamo in un tempo diverso, dove i bambini vedono uno stile di vita, e un ottimo stile di vita che deriva dal rugby e quindi bisogna stare attenti” conclude Martin Johnson.

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