Caso Franceschi: Daniele chiese visita. “In Italia montata campagna stampa”

“Io, Franceschi Daniele, chiedo di poter essere visitato in un ospedale esterno, dato che sento un forte dolore al cuore e alla spalla sinistra. È urgente!”. La richiesta è datata 24 agosto, un giorno prima che il viareggino morisse nel carcere di Grasse. Arrestato per una carta di credito rubata, il 36enne è entrato in

di remar

“Io, Franceschi Daniele, chiedo di poter essere visitato in un ospedale esterno, dato che sento un forte dolore al cuore e alla spalla sinistra. È urgente!”. La richiesta è datata 24 agosto, un giorno prima che il viareggino morisse nel carcere di Grasse. Arrestato per una carta di credito rubata, il 36enne è entrato in quel penitenziario con le sue gambe per non uscirne più, se non da morto e con il corpo straziato. La lettera è stata pubblicata da Repubblica.

Dalla Francia intanto nella serata di ieri hanno comunicato che dall’autopsia effettuata “non risultano segni di violenza” ed escludono categoricamente che Franceschi abbia subito percosse in carcere. E il naso rotto? Il procuratore di Grasse, Jean-Michel Cailliau ha detto che “prima dell’autopsia la madre aveva ottenuto la possibilità di vedere il cadavere. Fu lì che rilevò una piccola ferita, di circa 6 millimetri, sotto il naso. Una ferita che non ha mai sanguinato e non ha prodotto alcun ematoma”. E ancora:

“Franceschi ha manifestato dolori il 25 agosto che potevano far pensare a una patologia cardiaca. Sono stati praticati gli esami clinici, l’elettrocardiogramma e le analisi del sangue, dopodiché non è stato ritenuto necessario il ricovero del detenuto, il quale è deceduto poche ore dopo di infarto. Riteniamo infatti che al 95-98% sia questa la causa del decesso stando all’autopsia. Ne avremo la certezza quando arriveranno i risultati delle analisi tossicologiche, che mi sono state promesse per il 31 ottobre, e quelle anatomo-patologiche, per il 15 novembre, ma questa può slittare”.

“Non tralasceremo alcuna ipotesi ma grazie alle analisi tossicologiche potremo essere sicuri che la vittima non abbia assunto sostanze o prodotti pericolosi o che non ci siano stati errori o ritardi da parte dei medici”.


Proprio stamattina in una intervista al quotidiano Il Tirreno il medico legale, dottor Alessandro Grazzini, che ha potuto effettuare una ispezione cadaverica sul corpo di Franceschi al rimpatrio della salma in Italia ha ribadito: “Ho potuto personalmente riscontrare una riduzione del setto nasale, anche se non e’ stato possibile stabilire se la frattura risalga a prima o dopo la morte”.

Il medico legale ha inoltre confermato il pessimo stato di conservazione della salma: “È ormai in avanzato stato di decomposizione: in Francia non è stata tenuta ad una temperatura adeguata”.

La salma è tornata in Italia svuotata degli organi interni, senza gli occhi, in putrefazione. Nel verbale di consegna del cadavere c’era scritto: “cause della morte sconosciute”. “Mai vista una cosa simile” ha sottolineato il dottor Alessandro Grazzisi: “il cadavere ha solo le ossa e i muscoli”.

Una seconda autopsia, richiesta dalla famiglia di Daniele Franceschi e autorizzata dalla Procura della Repubblica di Lucca, è stata programmata per giovedì all’ospedale “Versilia”. Intanto i media francesi, dopo la lettera di Cira Antignano alla premierè dame, sembrano interessarsi un po’ di più alla vicenda. Ieri Libération riportava la testimonianza di un detenuto il quale ha affermato che nonostante la richiesta di aiuto di Daniele quel giorno nessuno lo prese sul serio.

“Nessuno gli praticò un massaggio cardiaco”. Il quotidiano – solitamente molto attento nel denunciare quel che accade nelle carceri – riporta anche le parole di una fonte “molto vicina” al procuratore di Grasse la quale dice che in Italia è stata montata “come la maionese” una campagna stampa sulla morte di Franceschi.

Dalle autorità francesi si aspettano ancora risposte su due punti dirimenti dell’intera vicenda e cioè perché il corpo di Daniele non è stato conservato come si sarebbe dovuto (solo negligenza?) e perché è stato completamente svuotato degli organi. Una probabile giustificazione potrebbe essere quella di aver conservato i visceri per esami tossicologici più approfonditi?

Sul prelievo degli organi già all’inizio di ottobre il magistrato – giudice istruttore Sandrine Andrè – che aveva per le mani l’inchiesta sulla causa della morte di Daniele aveva affermato che il corpo sarebbe stato rimpatriato, ma senza essere ricomposto degli organi prelevati – cuore e tessuti si disse allora – per gli esami microscopici e tossicologici. Organi che sarebbero arrivati in Italia a fine anno.

Il console italiano a Nizza aveva scritto una lettera sia al Procuratore di Cannes che al giudice Sandrine sostenendo il legittimo e pieno diritto della madre di Franceschi a riavere il corpo del figlio integro. Il che non avrebbe dato adito a tutti questi dubbi e interrogativi. Dice l’avvocato della famiglia Franceschi Aldo Lasagna:

«La Farnesina ci fornisca adeguate garanzie affinché si faccia luce su questa vicenda. Una delle domande che oggi si pongono all’attenzione di milioni di persone è: come è stata possibile la profanazione di un cadavere?Valutiamo positivamente i più recenti interventi della Farnesina e ci auguriamo che si continui su questa strada».

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