Intervista esclusiva: Gavazzi “Fallimenti? Io la vedo diversamente”

Il presidente federale risponde all’articolo di ieri di Rugby 1823 e parla di Accademie, sede, tecnici, ma anche delle Zebre e dei possibili scenari futuri.

Ieri abbiamo pubblicato (qui il link) un elenco dei progetti federali che nelle ultime settimane sembrano essere stati accantonati dal presidente Alfredo Gavazzi. Avevamo parlato di “fallimenti”, un termine che al numero 1 della Fir non è piaciuto molto e, per questo, abbiamo voluto sentire la sua opinione. In una lunga intervista dove, oltre ai punti di cui avevamo parlato ieri, si è anche parlato molto di Zebre.

“Iniziamo a parlare dei Centri di formazione. In primo luogo va fatto notare che a noi la Brexit ha colpito duramente, con il cambio della sterlina abbiamo perso circa 1,5 milioni di euro – esordisce il presidente federale –. Non posso togliere i soldi alle società, quindi con le risorse che abbiamo devo far quadrare i bilanci ristrutturando da qualche parte. Era normale una ristrutturazione, ma seguiremo di più il territorio con 48 aree. Ma al di là del nome, Centri di formazione o aree, non è molto diverso da ciò che abbiamo fatto nell’ultimo anno”.

Poi il discorso passa alle Accademie, che passeranno da 9 a 4. “4 Accademie invece di 9 non vuol dire non seguire i giovani, ma secondo me vuol dire seguire meglio i giovani. E’ naturale che la Federazione rispetto alle risorse che ha deve ottimizzare i costi. Tornassimo ad avere una situazione economica normale mi piacerebbe riportale a 5 o 6” spiega Gavazzi. Eppure, ribadiamo, pochi mesi fa l’intenzione era quella di aumentarle.

Si parla poi della sede, e qui Alfredo Gavazzi spiega cosa è successo negli ultimi mesi. “Non è vero che la Federazione ha smesso di pensare alla sede. Ma quella collocazione andava presa 50/50 con il Coni, ma il Coni ha ricevuto dal demanio un importante stabile vicino al Ministero degli Esteri. Per cui veniva meno la situazione del Coni, avendo ricevuto quegli spazi” spiega il numero 1 Fir. Che ribadisce che ora l’obiettivo, condiviso con il Coni, è quello della ristrutturazione degli spazi del Flaminio.

Altro tema toccato ieri da Rugby 1823 è quello dei tecnici, che dalla nazionale alle franchigie è dominato da allenatori stranieri. “Per me è un fallimento il dover cercare sempre tecnici esterni. Treviso ha fatto la scelta condivisa da Conor O’Shea, così come lo sarà quella delle Zebre. Se nascerà la necessità di un tecnico straniero con assistenti italiani verrà fatta” spiega Gavazzi.

Altro tema, le parole del presidente federale su Riccioni, la giovane prima linea che andrà a Treviso quest’anno. “Su Riccioni, gli esempi fatti sul blog sono situazioni diverse dalla sua. Per me non è vero che un ragazzo giovane non può fare un’esperienza di questo tipo, ma conosco bene il ruolo di prima linea e so che è difficile (sia Gavazzi sia i suoi figli hanno giocato in prima linea, ndr.). Posso fare l’esempio di Giovanni Maistri, perché è andato troppo giovane a un livello troppo alto (anche lui a Treviso dal Calvisano, ndr.) e oggi fa il videoanalyst a Padova, avendo dovuto smettere di giocare per problemi fisici. Forse sbaglio, forse sono troppo cautelativo, ma venendo da quel ruolo so quale sono i rischi, e non avendo tanti ragazzi potenziali in quel ruolo” dice Gavazzi.

Poi è la volta di parlare d’altro e chiediamo ad Alfredo Gavazzi di parlare della delicata situazione delle Zebre. “La difficoltà delle Zebre le conosciamo tutti. Ma non è che da altre parti le situazioni non sono rosee – vedi Newport e Cardiff in Galles -. Noi abbiamo un impegno e dobbiamo rispettarlo. Oggi non posso dire, perché non lo so, quale sarà la situazione futura, ma io posso solo dare un supporto. Ora bisogna capire se ci sarà la possibilità di restare a Parma, con un cda completamente diverso” afferma il numero 1 della Fir. E, a proposito del futuro bianconero, più tardi pubblicheremo un articolo con le notizie che ci sono giunte da Parma in queste ore.

Se il presente è difficile, il futuro è ignoto. Gavazzi ha parlato pochi giorni fa di Milano e Roma come ipotesi, gli chiediamo se lo conferma. “Le possibili alternative ci sarebbero, forse. A Milano c’è la possibilità della ristrutturazione di un campo dietro l’Idroscalo con un campo da 5/10mila persone, mentre a Roma l’ipotesi da valutare è la ristrutturazione del Flaminio. Posso anticiparle che ho un appuntamento il 31 marzo con il sindaco Sala a Milano, ma al momento bisogna guardare al domani, con i problemi a breve termine, mentre per un futuro più ampio Milano e Roma sono una possibilità che stiamo valutando in queste settimane” conclude il presidente federale.

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