Amore criminale, seconda puntata del 10 maggio: l’omicidio di Pina Caruso

La seconda puntata della trasmissione condotta da Barbara De Rossi è dedicata a Pina Caruso, uccisa nel 2011 dal marito accecato da una folle gelosia.

Venerdì scorso 10 maggio è andata in onda la seconda puntata della nuova stagione di Amore criminale e Barbara De Rossi (qui la nostra intervista per TvBlog) ci ha raccontato la storia di Pina Caruso, uccisa a coltellate per gelosia dal marito Dario Solomita, il 22 marzo 2011 a Carpi in provincia di Modena. Una storia terribile, anche perché l’assassino è stato riconosciuto parzialmente incapace di intendere e di volere e condannato quindi a soli 14 anni di carcere.

Ad introdurre la storia, insieme alla De Rossi, è intervenuto l’attore Giulio Scarpati, che ha letto un estratto della confessione di Solomita alla polizia, dopo il delitto. La ricostruzione filmata della storia di Pina si è alternata, come da tradizione, alle dichiarazioni dei familiari e degli amici della vittima.

Viene prima di tutto raccontato come si sono conosciuti Pina – impiegata del comune di Carpi – e Dario, vicini di ‘banco’ a un mercatino dell’usato. Se in un primo momento l’uomo appare affidabile e premuroso, ben presto dopo il matrimonio, celebrato nel 1998, tira fuori il peggio di sè. In un primo momento i due rimangono a vivere dai genitori di Pina, visto che Dario non lavora e non sembra neanche intenzionato a trovarsi un lavoro stabile. L’uomo spende e spande, soprattutto i soldi della moglie, e pretende di comandare in casa dei suoceri. Passa il suo tempo chiuso in camera su internet, a chattare.

I genitori di Pina, stanchi della situazione, decidono di imporre una situazione drastica ai due: trovarsi una casa e andare via. Così Dario si convince e trova un lavoro in una ditta di termoidraulica. La situazione sembra quindi migliorare, e a quel punto Pina decide che è arrivato il momento di allargare la famiglia. Dopo tre aborti spontanei la donna riesce a realizzare il suo sogno e diventa mamma di una bambina. Se lei è felicissima, lui sembra completamente disinteressato alla crescita della bambina.

Un mese prima del delitto, a fine febbraio del 2011, il fratello di Pina fa visita a Dario insieme a un suo amico, che ha avuto una storia adolescenziale con la sorella. Quando Dario vede il saluto caloroso tra i due va fuori di testa e lo convince che tra Pina e Marco, il ragazzo, ci sia una relazione. Da quel giorno si scatena una folle gelosia e per la donna non ci sarà più un giorno di pace.

Dario inizia ad andare a trovare la moglie anche sul lavoro, per contrallarla. Non si fida di lei, e neanche degli uomini che lavorano con la donna. Ben presto il suo delirio peggiora, tanto da convincerlo a installare delle webcam in casa per controllare ogni movimento di Pina e per accertarsi che non lo tradisca quando lui non c’è.

Pina si accorge delle webcam, è sconvolta, e chiede spiegazioni al marito. Ne nasce una discussione, dove l’uomo dimostra ancora una volta di essere affetto da una folle gelosia. La donna racconta ai genitori l’inferno in cui sta vivendo e chiede aiuto. Il marito la costringe ogni giorno ad avere dei rapporti sessuali, ed è diventato sempre più ossessivo. Pina lo convince a seguirla dal loro medico per parlare dei suoi problemi, e la dottoressa prescrive un tranquillante, invitandoli poi ad andare da uno specialista perché le condizioni dell’uomo sono preoccupanti.

Quando un giorno di fine marzo del 2011 l’uomo si accorge che dalle registrazioni mancano circa due ore esce di senno, e dopo una terribile discussione all’alba uccide la moglie con sei coltellate. La bambina di 9 anni per fortuna non si sveglia e non si accorge di quanto è accaduto. Poi l’uomo chiama la polizia autoaccusandosi. La seconda telefonata è per il padre di Pina, al quale dice di andarsi a prendere la bambina perché ha ucciso sua moglie.

Dario viene processato con il rito abbreviato e condannato a soli 14 anni, perché il giudice – dopo la relazione del perito incaricato – lo riconosce parzialmente incapace di intendere e di volere.