Caso Franceschi: ministro Frattini incontrerà madre di Daniele. Appelli all’Eliseo

Inizia a muoversi qualcosa sul caso di Daniele Franceschi? Il 36enne carpentiere viareggino è morto nel carcere francese di Grasse il 25 agosto scorso in circostanze tutt’altro che chiare. Il giallo del suo decesso nei giorni scorsi era diventato ancora più complicato alla luce delle rivelazioni della madre tornata a casa con il cadavere del

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Inizia a muoversi qualcosa sul caso di Daniele Franceschi? Il 36enne carpentiere viareggino è morto nel carcere francese di Grasse il 25 agosto scorso in circostanze tutt’altro che chiare.

Il giallo del suo decesso nei giorni scorsi era diventato ancora più complicato alla luce delle rivelazioni della madre tornata a casa con il cadavere del figlio dopo aver denunciato un’aggressione subita davanti al carcere di Grasse, dove Daniele è morto, da parte della gendarmeria francese.

“Daniele è rientrato in Italia privo dei suoi organi; mi verranno restituiti forse a fine dicembre. Non mi sarà possibile dargli l’ultimo saluto: il suo corpo è in fase avanzata di decomposizione perché per 51 giorni non è stato tenuto alla temperatura di -22 gradi”. La salma del 34enne è quindi arrivata dalla Francia all’ospedale Versilia in pessimo stato di conservazione e priva degli organi interni, tanto che il medico legale Alessandro Grazzini ha potuto effettuare solo un accertamento esterno. Un corpo oltraggiato, all’oscuro della famiglia e delle autorità italiane.

“La verità  è che le autorità francesi non hanno mantenuto i patti che avevano fatto con la Farnesina: il corpo doveva rientrare in Italia integro, cosa che non è avvenuta. Una vergogna per un paese civile e democratico come vorrebbe essere la Francia” ha tuonato l’avvocato della famiglia Franceschi.


Il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini nei prossimi giorni incontrerà nuovamente la famiglia di Daniele dopo averlo fatto in occasione del primo viaggio della madre in Francia. “Sono davvero contenta, finalmente qualcosa si sta muovendo”, ha detto ieri pomeriggio a La Nazione, Anna Cira Antignano, la madre di Daniele. “Sapere che incontreremo di nuovo il ministro ci dà un po’ più di speranza: vogliamo giustizia, Daniele è morto ma non c’è un colpevole”.

All’indomani del rientro della salma in Italia la deputata Pd e responsabile giustizia del partito, Donatella Ferranti ha depositato un’interrogazione parlamentare “per fare piena luce sul caso Franceschi sulle modalità della morte del giovane, sui tempi e sull’assurdo stato in cui è stata restituita la salma alla famiglia e sulle violenze subite dalla madre nel corso di una manifestazioni sotto il carcere di Grasse. La gravità di quanto accaduto merita una tempestiva risposta da parte dei ministri Frattini e Alfano”.

Ieri il capo di gabinetto di Frattini, Pasquale Terracciano, ha chiamato l’ambasciatore francese a Roma, Jean Marc de la Sabliere, per chiedere alle autorità francesi che venga disposta a livello centrale una verifica a livello locale sulla correttezza dell’operazione.

Subito dopo il decesso di Daniele la Farnesina, anche attraverso il consolato generale a Nizza, ha fatto sapere di aver vigilato sulle diverse fasi del procedimento, rapportandosi con le competenti autorità francesi e con gli stessi familiari di Franceschi. Una volta rientrata in Italia la salma il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva richiesto agli uffici competenti della Farnesina un dettagliato resoconto della vicenda e delle diverse fasi del caso.

Daniele per le autorità francesi è morto per cause naturali. Perché allora quando la madre riuscì a vedere il suo corpo senza vita per la prima volta, a Nizza, il giovane aveva “il volto tumefatto e il naso fratturato” ? La lesione è stata già confermata dalla ricognizione esterna effettuata dal medico legale al rientro della salma. E – altro punto oscuro della vicenda – perché per 51 giorni il corpo di Franceschi non è stato tenuto alla temperatura di -22 gradi? Perché il corpo è stato lasciato “marcire”, come ha scritto la madre di Daniele, rendendo così molto difficile espletare gli esami autoptici?

A causa delle condizioni del cadavere arrivato in Italia il medico legale Alessandro Grazzini ha potuto infatti effettuare solo un accertamento esterno, i cui risultati dovrebbero essere resi noti domani. Anche il professore dell’Università di Torino al quale la famiglia si è rivolta per un’autopsia privata, riscontrerà le stesse difficoltà nel praticare l’autopsia “autorizzata dalla Procura della Repubblica di Lucca – come ricorda l’avvocato della famiglia, Aldo Lasagna – che al momento ha aperto un fascicolo contro ignoti: per ora l’ipotesi di reato è omicidio colposo”.
 
Nel frattempo la madre di Daniele ha scritto una lettera a Carla Bruni e si è detta pronta a recarsi direttamente dal presidente Sarkozy nel caso in cui la première dame non risponderà alla sua missiva.

Il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ha invece inviato un appello direttamente a Nicolas Sarkozy. 
”Nella lettera – dice il sindaco – c’è un resoconto sintetico ma dettagliato di tutta la vicenda con le incongruenze che sembrano apparire. Le incongruenze sono – prosegue Lunardini – la data della morte, l’impossibilita’ per i familiari e per i periti di vedere la salma, la salma che giunge in Italia deteriorata e quindi non ben peritabile, e poi l’incongruenza nel racconto ai familiari del decesso: prima era stato detto loro che era morto a faccia in su, poi dopo che la mamma ha notato naso rotto le è stato detto a faccia in giu”.

E ancora “dico che la diplomazia italiana ai suoi massimi livelli si sta muovendo, so che il ministro si e’ mosso direttamente, e concludo dicendo che la comunita’ viareggina si aspetta una risposta esauriente e veloce da parte della giustizia francese perche’ c’e’ una madre che potra’ piangere in pace il proprio figlio solo quando avra’ risposte certe e che la comunita’ viareggina vuole continuare a credere nella Nazione francese quale maestra di liberta’ e democrazia”.

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