6 Nazioni 2017: O’Shea “Voglio un’Italia come quella degli anni ’90”

Il ct azzurro è convinto che la prestazione di Twickenham sia il primo passo per rendere l’Italia una squadra che nessuno vuole affrontare.

Il tecnico dell’Italia Conor O’Shea è convinto che la prestazione contro l’Inghilterra nel terzo turno sia l’inizio di una nuova era per gli azzurri. Gli italiani hanno chiuso il primo tempo in vantaggio a Twickenham, ma poi hanno ceduto 36-15, subendo sei mete. La rivoluzionaria tattica di non contestare le ruck ha fatto guadagnare il plauso dei tifosi e le critiche di chi non ha apprezzato l’idea. Ma O’Shea è convinto che lo spirito battagliero mostrato sia una pietra miliare per farli diventare una squadra che tutti temono in futuro.

“Quella prestazione era l’inizio di una rivincita. Per come ci siamo avvicinati alla partita, con noi che ci dicevamo che eravamo stufi che la gente criticasse sempre il rugby italiano. Vogliamo vedere il rugby italiano reagire e vogliamo farlo a modo nostro” ha spiegato O’Shea. E l’irlandese vuole che la sua squadra si ispiri agli azzurri di un tempo dopo le tre sconfitte consecutive ottenute nel Torneo quest’anno. Iniziando dalla sfida allo Stadio Olimpico contro la Francia, dove cercheranno la prima vittoria contro i Bleus dal 2013.

“La grande Italia degli anni ’90 era una squadra orribile contro cui giocare. Era fisica, glielo leggevi in faccia, ma aveva anche qualità. Giocatori come Dominguez, Vaccari, Stoica erano giocatori che avevano la magia. Era bruttissimo giocare contro di loro e dovrà essere così anche contro di noi, perché abbiamo alcuni ottimi giocatori che possono aiutarci a ritrovare quella magia. Per i Mondiali 2019 voglio che la nostra sia la squadra che nessuno vorrebbe nel suo girone” ha detto O’Shea.