Daniele Franceschi in Italia: “gli mancano gli organi”. Spuntano due testimoni

Cosa è successo davvero a Daniele Franceschi? Della vicenda del 36enne viareggino morto in circostanze tutte da chiarire nel carcere francese di Grasse il 25 agosto scorso parlavamo ieri. La madre due giorni fa era stata fermata e poi rilasciata dalla gendarmeria perché aveva protestato sotto il carcere chiedendo la verità sulla morte del figlio

di remar

Cosa è successo davvero a Daniele Franceschi? Della vicenda del 36enne viareggino morto in circostanze tutte da chiarire nel carcere francese di Grasse il 25 agosto scorso parlavamo ieri. La madre due giorni fa era stata fermata e poi rilasciata dalla gendarmeria perché aveva protestato sotto il carcere chiedendo la verità sulla morte del figlio e il rimpatrio della salma.

Ieri il corpo del giovane è giunto in Italia a bordo di un G-222 dell’aeronautica militare. In serata le rivelazioni della madre:

”E’ giunto in Italia in condizioni pessime. Dall’ispezione di oggi emerge che Daniele ha il setto nasale fratturato per le violenze subite. Ma, soprattutto, non ha organi: mancano occhi, fegato, milza, cervello. Non riesco a capire perché. Il corpo è in stato di decomposizione avanzatissimo perché anziché conservarlo a 22 gradi e’ stato a tenuto temperatura normale. Comunque non mi arrendo, andremo avanti, perchè vogliamo giustizia per quello che hanno fatto a Daniele”.

Il cadavere di Franceschi è stato esaminato da un medico legale all’obitorio dell’ospedale Versilia in attesa dell’autopsia autorizzata dalla procura di Lucca. 

Cira Antignano ha poi raccontato cosa è successo mercoledì:

”A Grasse la polizia mi ha dato un calcio alle costole mi hanno ammanettata solo perche’ volevo vedere mio figlio dopo che insieme a mia cugina Maria Grazia abbiamo esposto uno striscione utilizzando un lenzuolo sul quale abbiamo scritto ‘Carcere assassino me lo avete ammazzato due volte’.E’ stato a quel punto che la polizia e’ intervenuta e mi hanno fermato. Meno male che mia cugina ha fatto in tempo ad informare il console altrimenti rischiavo di essere ancora oggi in carcere. Lui mi ha fatto liberare e siamo riuscite a riportare, se pur in queste condizioni, Daniele aViareggio. Vogliamo che l’autopsia venga fatta in tutti i casi”.

L’avvocato della famiglia, Aldo Lasagna:

”La verità  è che le autorità francesi non hanno mantenuto i patti che avevano fatto con la Farnesina: il corpo doveva rientrare in Italia integro, cosa che non e’ avvenuta. Una vergogna per un paese civile e democratico come vorrebbe essere la Francia”.

Da Articolo 21:

I familiari di Daniele Franceschi, (…) hanno saputo della morte del proprio congiunto due giorni dopo il suo decesso. Il giovane era stato arrestato in un Casinò della Costa Azzurra con l’accusa di falsificazione e uso improprio di carta di credito (…). In alcune lettere spedite da Grasse, Daniele raccontava di avere tanta paura, che in quel posto terribile odiavano gli italiani, di subire continue sopraffazioni, di sentirsi minacciato. Subito dopo l’arresto era stato colpito da una strana febbre. La temperatura era salita sino a 41, da ricovero immediato, ma nessuno lo aveva aiutato, si faceva da solo impacchi di acqua sulla fronte. Lo accusavano di non voler lavorare, tutti contro di lui: guardie e detenuti. Nel certificato di morte, firmato alle 17.30 di mercoledì dal medico del carcere, si parla genericamente di arresto cardiaco.

Secondo quanto riferito dal direttore del penitenziario francese, Daniele, verniciatore e carpentiere navale, separato, padre di un bambino di 9 anni, aveva accusato forti dolori al petto e alle 12.30 lo avevano accompagnato in infermeria, ma dopo un elettrocardiogramma risultato normale, lo avevano chiuso nella sua cella da solo. E qui è stato trovato morto, quattro ore più tardi. (…) Daniele non aveva mai avuto problemi di cuore: era un atleta. (…) L’atteggiamento assunto dalle autorità francesi, che hanno impedito ai familiari di Franceschi di vedere la salma del proprio congiunto, il diniego opposto al medico legale di parte di assistere all’esame autoptico, fa aumentare il sospetto che le cose siamo andate in modo diverso.

(…) Non possiamo dimenticare quanto accaduto a Stefano Cucchi, brutalmente picchiato in carcere e morto alcuni giorni dopo all’ospedale Pertini di Roma. Le immagini del corpo martoriato del giovane hanno fatto il giro del mondo. Non dobbiamo e non possiamo dimenticare neppure la morte di Marcello Lonzi trovato cadavere in una cella delle Sughere di Livorno nel luglio 2003 e per la quale si batte da anni Maria Ciuffi, mamma della vittima, senza un adeguato e quanto mai necessario supporto mediatico. Anche il corpo di Marcello aveva evidenti segni di percosse e la famiglia fu avvisata della morte del ragazzo quando l’autopsia era già in corso. (…) Ci domandiamo anche se il reato commesso da Daniele Franceschi non potesse prevedere misure alternative alla detenzione. Troppi interrogativi ai quali il Ministro Frattini dovrà dare risposta.

Intanto sarebbero spuntati due testimoni: l’ex compagno di cella di Daniele Franceschi e un altro ex detenuto del carcere di Grasse sarebbero pronti a testimoniare dalla parte della famiglia italiana. Il primo è l’autore di una lettera spedita alla famiglia ai primi di settembre. Sarebbe pronto a deporre in tribunale in merito alle circostanze della morte del 36enne viareggino. “Abdel racconta che Daniele si sentì male il 23 agosto – ha raccontato lo zio di Daniele, Marco Antignano – e che per tre giorni, nonostante le ripetute richieste di aiuto, nessuno intervenne in suo aiuto. Solo una volta lo portarono in infermeria dandogli delle pastiglie”. Abdel sostiene di aver trovato per primo Daniele morto a faccia in giù e si dice “pronto anche a testimoniare” che “non è morto di causa naturale”. La lettera era stata tradotta dal francese da un altro detenuto italiano che lavorava con Daniele in cucina.

Per l’autopsia eseguita in Francia Daniele sarebbe morto per “cause naturali”. La madre, quando poté vedere per la prima volta Daniele, in occasione dell’autopsia a Nizza, lo trovò “con il volto tumefatto e il naso fratturato”. Frattura confermata ieri dalla ricognizione esterna eseguita all’ospedale Versilia di Viareggio.

Foto | RaiNews24

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