Milano: il tassista Luca Massari pestato per aver investito un cane. In manette altri due aggressori

Sono state arrestate ieri altre due persone collegate all’aggressione di Luca Massari, il tassista di 45 anni massacrato di botte domenica sera a Milano dopo che aveva investito e ucciso involontariamente, con il suo mezzo, un piccolo coker tenuto senza guinzaglio. Massari, dopo esser sceso dal suo taxi, è stato aggredito da Moris Michael Ciavarella,

Sono state arrestate ieri altre due persone collegate all’aggressione di Luca Massari, il tassista di 45 anni massacrato di botte domenica sera a Milano dopo che aveva investito e ucciso involontariamente, con il suo mezzo, un piccolo coker tenuto senza guinzaglio.

Massari, dopo esser sceso dal suo taxi, è stato aggredito da Moris Michael Ciavarella, 31 anni, e da Piero e Stefania Citterio, di 26 e 28 anni. Il primo è stato arrestato subito dopo l’aggressione, mentre i Citterio si sono presentati in caserma ieri mattina e sono stati fermati per concorso morale e materiale in tentato omicidio, aggravato da futili motivi e crudeltà.

Il pestaggio è avvenuto domenica, intorno alle 13.20: secondo l’accusa, tutti e tre hanno pestato Massari con calci, pugni e ginocchiate che gli hanno provocato un trauma cranico con edema cerebrale, un polmone lesionato in più punti e la milza perforata.

Al momento le condizioni di Massari sono gravi, ma stabili. “La situazione nelle ultime ore è rimasta stazionaria, il paziente è mantenuto in coma farmacologico e sottoposto ad assistenza ventilatoria. Le risposte neurologiche agli stimoli non sono variate. Il monitoraggio conferma la presenza di un edema cerebrale sulla cui evoluzione si potranno dare informazioni più precise nelle prossime 48-72 ore“.

La proprietaria del cane, fidanzata di Piero Citterio, non avrebbe contribuito al pestaggio, ma si sarebbe limitata ad incitare gli aggressori e ad inveire contro il tassista.

Ma non è tutto: i Citterio sono indagati anche per le minacce perpetrate, nei giorni scorsi, nei confronti di alcune persone che hanno testimoniato nell’inchiesta. I due si sono addirittura presentati a casa di quelli che dovevano essere sentiti dagli inquirenti e li avrebbero minacciati verbalmente.

Ad uno dei testimoni è stata anche bruciata l’automobile e quando un fotoreporter, Maurizio Maule, ha cercato di fotografare i resti bruciati della vettura, Piero Citterio l’ha aggredito con un manico di scopa.

E se tutti gli aggressori ora sono stati assicurati alla giustizia, si inizia a pensare al processo: il Comune di Milano ha già comunicato che si costituirà parte civile. Lo ha rivelato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato:

E’ stato il sindaco a convenire con me su questa decisione. Daremo mandato alla nostra avvocatura perché il Comune si costituisca parte civile. Faccio un appello ai cittadini che a quell’ora di domenica erano sui balconi o hanno assistito all’aggressione: facciano il loro dovere, si rechino in Questura o in commissariato e raccontino quanto hanno visto. A Milano non ci possono essere muri di paura.

Via | Il Secolo XIX

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