Caso Lance Armstrong, il ciclismo fuori dalle Olimpiadi?

Le reazioni dopo l’intervista rilasciata da Lance Armstrong a Oprah Winfrey.

L’intervista concessa dal ciclista texano Lance Armstrong alla conduttrice statunitense Oprah Winfrey, che andrà in onda domani e venerdì sulla tv statunitense, ha già provocato le inevitabili conseguenze già a partire da alcune indiscrezioni circa le rivelazioni dell’ex vincitore di 7 Tour de France consecutivi.

Armstrong, infatti, oltre ad ammettere le sue colpe, avrebbe scagliato una serie di accuse contro Pat McQuaid e Hein Verbruggen, rispettivamente presidente ed ex presidente dell’UCI, l’Unione Ciclismo Internazionale, e anche i proprietari e il fondatore della U.S. Postal Service, la sua ex squadra.

Proprio per quanto riguarda la U.S. Postal, come riporta De Telegraaf, l’ex team manager della squadra, l’ex ciclista belga Johan Bruyneel, avrebbe deciso di pubblicare un libro con il quale svelare le sue verità. Bruyneel, infatti, è accusato di essere l’organizzatore del sistema riguardante il doping nella U.S. Postal.

Tornando all’UCI, invece, come riporta La Gazzetta dello Sport, se l’Unione Ciclismo Internazionale dovesse davvero essere coinvolta in questa vicenda, il ciclismo rischierebbe addirittura di essere tagliato fuori dai giochi olimpici. Lo ha dichiarato Dick Pound, presidente della WADA, agenzia mondiale antidoping e membro del CIO. Queste sono state le sue principali dichiarazioni:

Sebbene la Wada incoraggi gli atleti ad illustrare tutte le attività illecite in cui sono stati coinvolti o di cui sono a conoscenza, queste informazioni devono essere sottoposte all’attenzione delle competenti autorità antidoping. Solo quando Armstrong renderà una piena confessione sotto giuramento, dicendo tutto quello che sa sulle pratiche dopanti, potrà aprirsi l’iter legale per la riapertura del fascicolo o la rivalutazione della squalifica a vita.

L’agenzia mondiale antidoping, inoltre, ha reso noto che non ha nessuna intenzione di collaborare con la commissione indipendente istituita dall’UCI per indagare sulla vicenda.

Sempre pubblicato da La Gazzetta dello Sport, è il commento triste ma anche rabbioso di Bradley Wiggins, vincitore del Tour de France 2012:

Questa è una vergogna! Che impatto ha questo scandalo su di noi? Visto che poi coinvolge anche le persone che questo sport lo governano, magari tra una settimana siamo senza presidente… C’è in ballo la nostra credibilità.

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