Sarah Scazzi: troppe incongruenze nella confessione di Michele Misseri, si cercano eventuali complici

La confessione di Michele Misseri sembrava aver messo la parola fine alla tragica vicenda di Sarah Scazzi. Eppure la sua versione dei fatti sembra avere numorose incongruenze.Ne ha parlato, sul Giornale di Puglia, il criminologo Francesco Bruno:Nessuno si fa strangolare senza reagire. Se non riesci ad urlare provi a toglierti la corda dal collo, scalci,

La confessione di Michele Misseri sembrava aver messo la parola fine alla tragica vicenda di Sarah Scazzi. Eppure la sua versione dei fatti sembra avere numorose incongruenze.

Ne ha parlato, sul Giornale di Puglia, il criminologo Francesco Bruno:

Nessuno si fa strangolare senza reagire. Se non riesci ad urlare provi a toglierti la corda dal collo, scalci, sbatti i piedi per terra, cerchi di colpire il tuo aggressore. Non c’e’ nessuna possibilita’ che una persona, anche attaccata di sorpresa, non reagisca ad un agguato del genere, a meno che non stia dormendo, ma non era questo il caso. L’azione omicidiaria non e’ compatibile ne’ con i tempi, ne’ con l’ambiente. Non e’ possibile che sia stata uccisa senza fare rumore e senza che nessuno al piano di sopra se ne accorgesse. Inoltre, mettendomi nei panni dell’assassino, se so che al piano di sopra c’e’ qualcuno che cerca la mia vittima, per ucciderla senza fare rumore le do una botta in testa, non tento di strangolarla. Poi, se lui aveva tentato un approccio prima di aggredirla la cosa e’ ancora piu’ inverosimile. Fa acqua da tutte le parti.

Possibile che Misseri abbia fatto tutto da solo? Possibile che siano bastati solo 12 minuti per uccidere Sarah e portare via il corpo dal garage? Tutto questo mentre la moglie e le due figlie erano in casa, a pochi metri di distanza.

Il sospetto dei magistrati è che qualcuno abbia coperto Misseri almeno fino alle 16:

A quell’ora, Misseri disse di aver telefonato a un cognato, secondo cui invece la telefonata avvenne alle 15. Misseri, in un primo momento, aveva dichiarato agli investigatori che non si era mai mosso da casa. Tesi smentita dagli inquirenti grazie al cellulare di Misseri, tra le 15 e le 15,30 del 26 agosto, aggancio’ le celle telefoniche di Nardo’, in provincia di Lecce, a pochi chilometri dal luogo dove e’ stata ritrovata Sarah, e non quelle di Avetrana, dove l’uomo disse di trovarsi mentre parlava al telefono col cognato.

Da La Repubblica di Bari:

Nel ricostruire la dinamica del delitto Misseri aveva detto che Sarah era scesa di sua spontanea volontà nel garage teatro dell’omicidio. “Lei l’ha chiamata?”, chiedono i pm. L’assassino risponde: “No, è scesa da sola”. E aggiunge: “Poi non so quello che mi è successo, Sarah si è girata, e io ho preso un pezzo di corda e l’ho attorcigliata al collo”. Lo zio, però, poi cambia versione dinanzi al medico legale e aggiunge: “Sarah mi ha toccato ai fianchi”. Dettaglio che balena nell’interrogatorio di garanzia. Quello reso nel pomeriggio dell’8 ottobre. “Forse non ricordo bene, anche lei mi ha toccato”. Ma in quel confronto con il gip, aggiunge di aver palpeggiato la nipote in precedenza, sostenendo di aver ucciso dopo che lei si era negata alle sue attenzioni.

Queste contraddizioni sono fondamentali per la perizia psichiatrica: al momento Misseri evidenzia carenze nella sfera dell’affettività, ma è stato giudicato capace di intendere e di volere. E’ detenuto in isolamento, sorvegliato 24 ore su 24, visto che il rischio di suicidio è piuttosto alto.

Nel frattempo continuano gli interrogatori: dopo aver nuovamente sentito il fratello di Sarah, Claudio, e nelle prossime ore verrano ascoltati gli altri familiari della giovane, compresa la cugina Sabrina, figlia dell’assassino.

Quest’ultima ha già dichiarato che, secondo lei, suo padre non avrebbe detto tutta la verità. Sarah non sarebbe mai andata a salutare lo zio in garage, quindi l’ombra di un complice pare probabile.

Resta da risolvere anche il mistero degli auricolari del cellulare di Sarah, mai ritrovati. La giovane era solita indossarli per ascoltare la musica e, secondo gli inquirenti, erano ancora collegati all’apparecchio mentre Sarah veniva uccisa. che fine hanno fatto?

La vicenda, insomma, ha ancora molti punti oscuri e le indagini proseguono senza sosta. Ne sapremo di più nel corso delle prossime ore.

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