Elezioni federali: Gavazzi vs Innocenti, chi vincerà?

Si vota stamani il rinnovo del consiglio federale e il presidente della Federazione Italiana Rugby.

A pranzo si saprà se i prossimi quattro anni del rugby italiano seguiranno la strada già percorsa, con la rielezione di Alfredo Gavazzi, o se si cambierà direzione, con la vittoria di Marzio Innocenti. Non ci sarà Luigi Fusaro, che ha abdicato ieri, ma il candidato di Gianni Amore e Massimo Giovanelli era, sinceramente, un outsider senza chance. Favorito il presidente in carica, anche se peserà la questione del bilancio federale, approvato in fretta e furia giovedì con un passivo di oltre un milione di euro.

Bilancio in rosso gestionale (ricordiamo che dopo essersi lamentato di aver ereditato i dirigenti federali da Dondi, Gavazzi li ha rinnovati tutti, compresi Ascione e Checchinato, ndr.) che segue un bilancio in rosso anche in campo, con la nazionale che arriva da un lungo periodo di crisi (tra maggiore e Under 20 le percentuali di vittoria nell’era Gavazzi non superano il 20%), le franchigie celtiche che bazzicano gli ultimi posti in classifica e un campionato d’Eccellenza ridotto ai minimi termini.

La crisi economica che ha colpito lo sport italiano ha colpito ancor più duramente il rugby, dove la difficoltà dei dirigenti (anche di club, ndr.) di invogliare gli sponsor a investire in campionati poco seguiti, in squadre perdenti e, oggi, fa dubitare anche su una nazionale che non vince, anche se continua ad appassionare e a riempire l’Olimpico. Ma anche qui non è più tutto rose e fiori e i guai con i diritti tv mostrano come investire su questo rugby italiano non conviene più.

C’è la spina Zebre, con la questione del bilancio e della reale sostenibilità economica che si riflette direttamente sulla gestione Fir, sia perché le Zebre erano fino a un anno fa federali, sia perché comunque la gestione dei bianconeri è de facto condivisa. E anche perché nella questione bilancio Fir le Zebre hanno un peso importante, sia per il bilancio consuntivo 2015 sia – da quel che si mormora a Parma – per quello del 2016.

Poi c’è la questione Accademie, croce e delizia della programmazione federale nell’ultimo decennio e uno dei temi sui quali Gavazzi e Innocenti più si sono scontrati in questi mesi. E oggi, verso pranzo, si scoprirà se il rugby italiano vuole proseguire sulla strada di Gavazzi o se vuole cambiare. Facendo una scelta della quale il rugby italiano sarà responsabile, in un caso o nell’altro.

Perché se si parla di centralità dei club, va ricordato che sono proprio i club a scegliere il timoniere. Quindi saranno i dirigenti del rugby italiano a metterci la faccia oggi. A fare il bilancio (si torna sempre su questo termine ultimamente, ndr.) di quattro anni di governo e decidere. A pranzo scopriremo cosa hanno deciso.