Rugby mondiale: il Sei Nazioni non si sposta

La World Rugby sta per trovare un accordo sui nuovi calendari internazionali. Il torneo continentale non cambia.

Cambiare il calendario per venire incontro alle esigenze dell’Emisfero Sud, ma anche dei club europei. Senza, però, toccare il Sei Nazioni. Il tutto dopo i Mondiali 2019. A dirlo è la BBC che riporta fonti interne alla World Rugby e che raccontano come la coppia Beaumont/Pichot sta per trovare la quadra a uno dei temi più scottanti che si sono ritrovati tra le mani dopo le elezioni.

Partiamo da ciò che non cambia. Non cambia il Sei Nazioni a febbraio/marzo, non cambiano i Mondiali a settembre/ottobre e non cambia il tour dei British and Irish Lions. Dovrebbero sparire, invece, i tour estivi downunder nella stagione successiva alla RWC. Infine, le nazioni in crescita, come USA, Giappone e Georgia avranno più chance di sfidare le nazioni del tier 1.

E per i club? L’ipotesi sul tavolo è di trovare il modo di non sovrapporre i campionati nazionali con le finestre internazionali, mentre nello specifico i campionati celtici e inglesi, cioè il Pro 12 e la Premiership, dovrebbero venir spostati, partendo più in là (verso fine settembre/inizio ottobre?) e finendo a giugno.

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