Elezioni federali: Gavazzi vs Innocenti, sabato si decide

Inizia la settimana che porterà al voto per il nuovo presidente federale del rugby italiano. Ed è sfida a due.

Sabato sarà il giorno della verità. Dopo una lunga campagna elettorale, infatti, questo fine settimana il rugby italiano sceglierà chi lo guiderà per i prossimi quattro anni. In campo il presidente uscente Alfredo Gavazzi, il suo storico oppositore Marzio Innocenti e l’outsider Luigi Fusaro, oggetto del mistero appoggiato dal duo Massimo Giovanelli e Gianni Amore.

La sfida, però, appare limitata ai primi due nomi, con le esclusioni dello stesso Giovanelli, di Mirco Bergamasco, Andrea Lo Cicero e Sergio Zorzi tra i candidati consiglieri ad aver dato forse il colpo di grazia alle speranze degli outsider (e, ribadiamo, forse era meglio se le opposizioni fossero andate unite al voto, piuttosto che dividersi tra personalismi che hanno trovato il tempo che trovavano, ndr.). E, così, sul Corriere di oggi e su Onrugby giovedì scorso i candidati hanno rilasciato interviste in cui hanno parlato dello stato attuale del rugby italiano e delle loro ricette per il futuro.

Affermazioni già espresse più volte in passato, con i loro programmi ribaditi con altre parole, confermando due visioni del rugby italiano e dei suoi attuali risultati diametralmente opposti. E, va ricordato, con lo spettro del bilancio Fir (verrà approvato il 15? Sarà in rosso come anticipato?) e la crisi delle Zebre a incombere. Così Alfredo Gavazzi ha parlato dei successi azzurri (“le Nazionali hanno percentuali di vittoria che variano tra il 22 ed il 63% degli incontri disputati”), mentre Innocenti ha rimarcato come “se il rugby italiano non cambia è finito e l’attuale presidente non sembra avere intenzione di cambiare”.

Sulle Accademie Innocenti è chiaro: “Il mio gruppo è favorevole alle Accademie, ma fino ai 18 anni i ragazzi decano rimanere ai loro club e saranno i tecnici federali a muoversi per allenarli”, mentre Gavazzi ribadisce che “riteniamo che costituiscano uno strumento formativo centrale all’interno del progetto tecnico di FIR”. Accademie, nazionali, ma anche – e soprattutto – i campionati nazionali, il futuro del Pro 12, la gestione dell’alto livello e del rugby di base sono tutti temi che dividono i due candidati ed è sulla loro visione del futuro che si vota sabato.

Chi voterà sabato, dunque, dovrà dire se secondo i club italiani la gestione Gavazzi è stata positiva e se questa è la strada su cui si vuole costruire il futuro del rugby italiano, o se questo governo non ha convinto e bisogna cambiare. Sabato scopriremo, al di là delle opinioni degli appassionati e dei tifosi, se chi gestisce il rugby italiano a ogni livello promuove Gavazzi o si fida delle proposte di Innocenti.

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