Omicidio Sarah Scazzi: lo zio Michele Misseri davanti al gip Martino Rosati. Nuovi dettagli sul delitto.

Continuano gli aggiornamenti sul caso di Sarah Scazzi, strangolata lo scorso 26 agosto dallo zio 57enne Michele Misseri. L’omicidio, rivelano gli inquirenti, può considerarsi risolto al 90%. Quasi sicuramente Misseri ha agito da solo e tutti gli altri familiari erano all’oscuro della vicenda.Resta da capire il ruolo di Sabrina, figlia dell’assassino e cugina di Sarah:


Continuano gli aggiornamenti sul caso di Sarah Scazzi, strangolata lo scorso 26 agosto dallo zio 57enne Michele Misseri. L’omicidio, rivelano gli inquirenti, può considerarsi risolto al 90%. Quasi sicuramente Misseri ha agito da solo e tutti gli altri familiari erano all’oscuro della vicenda.

Resta da capire il ruolo di Sabrina, figlia dell’assassino e cugina di Sarah: in un’intercettazione telefonica, infatti, si sente la giovane dire a sua madre “Se l’è portata lui“, che può benissimo indicare un semplice sospetto della ragazza.

Nel frattempo l’assassino è atteso questa mattina davanti al gip Martino Rosati, accompagnato dal suo avvocato, Daniele Galoppa.

Al momento le accuse nei suoi confronti sono omicidio volontario aggravato, sequestro di persona e occultamento di cadavere. A queste, se l’autopsia confermerà la violenza sessuale avvenuta dopo il decesso, potrebbe aggiungersi anche l’accusa di vilipendio di cadavere.

Emersi anche nuovi dettagli sulla confessione fornita da Misseri:

L’ho sognata queste sere Sarah, due, tre volte di seguito: mi diceva zio coprimi, ho tanto freddo. L’ho sognata così tante volte che ora vorrei morire: non ce la faccio più, basta. […] Quel giorno ero nel mio garage, come sempre. Aggiustavo il trattore che aveva avuto un problema. Ero molto arrabbiato, nervoso perché non riuscivo a metterlo in moto. Saranno state le 14,30 e ho visto Sarah che si è affacciata alla porta del garage. Mi ha detto che aspettava Sabrina, era leggermente in anticipo. Mia figlia era ancora in casa, l’amica Mariangela non era ancora arrivata in macchina. Le ho fatto segno di scendere. Non so che cosa mi è scattato, all’improvviso Sarah mi intrigava, è successo tutto in un momento. […] Ho preso quella corda e ho stretto. Sarah è morta. […] Poco dopo, questione di minuti, si è affacciata mia figlia Sabrina. Lei era in casa, non ha visto niente. Mi ha chiesto di Sarah, mi ha detto se la vedi dille che la stiamo cercando. È andata via. Sarah era accanto a me, morta. Poco dopo l’ho caricata in macchina, l’ho messa dietro, con una coperta e sono andato verso i terreni a San Pancrazio. […] Sono arrivato, non mi ha visto nessuno. Ho tirato fuori Sarah, l’ho spogliata: ho abusato di lei, è stato un attimo era nuda e l’ho presa. Soltanto in quel momento mi sono accorto di cosa avevo fatto. […] L’ho coperto con i filari del vigneto e sono andato via.

Quanto alla questione del telefono, c’è chi sostiene che, facendolo ritrovare, Misseri voleva farsi scoprire. L’assassino, invece, ha così sentenziato:

In quel periodo l’avevo portato sempre con me. Tre giorni prima del 29, se non sbaglio, lo avevo messo in una campagna nella speranza che lo trovaste voi. Niente. Allora ho pensato di darvelo io.

Nel corso della confessione Misseri ha anche dichiarato di volersi suicidare e per questo motivo, una volta rinchiuso in carcere, è stato messo in isolamento e sotto continua sorveglianza.

E c’è anche chi prova a predire la possibile condanna che toccherà a Misseri. Si legge sul Messaggero:

l’uccisione di questa giovanissima ragazza pugliese da parte dello zio che la avrebbe anche violentata dopo averla uccisa, è sanzionata dalla legge con la pena dell’ergastolo con isolamento diurno, perché si tratta di un delitto pluriaggravato e molto anomalo. La scelta del rito abbreviato potrebbe eliminare dalla condanna al carcere a vita solo l’afflizione dell’isolamento diurno. Il “fine pena mai” rimarrebbe comunque qualora risultasse la piena imputabilità dell’omicida responsabile di questo grave delitto. […] Se emergesse che Misseri «non era pienamente capace di intendere e volere mentre uccideva, allora potrebbero venirgli concesse delle attenuanti che escluderebbero l’ergastolo e si scenderebbe a una condanna attorno ai 20 anni di reclusione.

Ultime notizie su Sarah Scazzi

Tutto su Sarah Scazzi →