Rugby Seven: Italia, un torneo che fa sperare

Delle Grand Prix Series in continua crescita per gli azzurri, ma ora serve insistere sul gruppo.

Si è chiusa a Gdynia, in Polonia, la terza e ultima tappa delle Grand Prix Series, il torneo continentale di rugby a sette. E l’Italia ha chiuso in crescendo, strappando un ottimo 5 posto nella tappa polacca. Un miglioramento costante per un gruppo giovane, che dopo il 9° posto di Mosca è entrato per due volte nella parte alta del tabellone sia a Exeter (chiudendo 7°) sia a Gdynia (5°).

Certo, la strada per essere costantemente al livello delle migliori è ancora lunga, Gran Bretagna, Russia e Spagna sono ancora molto lontani, ma le vittorie ottenute con Germania e Francia (comunque sulla distanza dei tre tornei superiori all’Italia) dimostrano che gli azzurri possono giocarsela anche con nazioni più solide nel Seven. Una squadra molto giovane quella azzurra, con elementi di gran qualità (Lombardi, Trotta, Vian, Guardiano) dove però gli innesti di giocatori d’elite come Fadalti – ormai un punto fisso – e le novità Ragusi e Ambrosini hanno saputo far fare il salto di qualità.

Se si pensa che all’inizio delle Grand Prix Series lo spettro retrocessione era più che reale (un anno fa si chiuse penultimi, ndr.) si capisce come, al di là di tutto, le tre tappe europee sono da valutare più che positivamente per questa squadra che Andy Vilk sta modellando con pazienza certosina. E, ora, non si deve buttare via tutto. Serve partire da questo gruppo, ampliarlo con giovani alternative, e lavorarci costantemente durante l’intera stagione.

La Fir deve creare un appuntamento costante, mensile, affinché i ragazzi continuino ad avere i giusti input tecnici per migliorare ancora. Dalla lotta salvezza, infatti, ora l’Italia deve fare il salto di qualità di presentarsi alle Grand Prix Series con l’obiettivo di staccare un biglietto per le Hong Kong Qualifiers, perché è nelle Sevens Series che si può crescere per puntare, in futuro, a giocarsi l’accesso olimpico.