Cremona: Leando Cavalieri accusato di stalking lavorativo. Mandava lettere firmate dalle Brigate Rosse ai colleghi minacciandoli di morte

Da 5 anni lavorare nell’Amministrazione Provinciale di Cremona era diventato un vero inferno per almeno 3 dei suoi dipendenti. Leandro Cavaglieri, magazziniere 63enne anche lui impiegato alla Provincia, rappresenta il primo caso registrato in Italia di stalking lavorativo.L’uomo si sarebbe accanito con espedienti di ogni genere nei confronti di alcuni colleghi tanto da costringerli a

Da 5 anni lavorare nell’Amministrazione Provinciale di Cremona era diventato un vero inferno per almeno 3 dei suoi dipendenti. Leandro Cavaglieri, magazziniere 63enne anche lui impiegato alla Provincia, rappresenta il primo caso registrato in Italia di stalking lavorativo.

L’uomo si sarebbe accanito con espedienti di ogni genere nei confronti di alcuni colleghi tanto da costringerli a ricorrere all’ausilio di psicofarmaci per contrastare il livello di stress da lui generato.

La denuncia è partita dalla dirigente degli uffici che ha spiegato agli inquirenti come da tempo circolassero biglietti anonimi, lettere minatorie e addirittura volantini firmati a nome delle Brigate Rosse. Tutti diretti contro alcuni dipendenti.

Come se non bastassero le minacce generiche l’uomo sarebbe anche andato oltre recapitando ad una delle vittime una cravatta con la scritta “vedi se riesci ad impiccarti” e ad un’altra una foto di una pistola con la dicitura “è carica pronta per te” (proprio la perizia grafica a suo tempo compiuta dalla Provincia con un’indagine interna è uno degli elementi che incastrano il magazziniere).

Non pago di queste minacce il magazziniere avrebbe reso alcune serrature inservibili e sparso liquidi scivolosi e maleodoranti sui pavimenti tanto da “da costituire un pericolo per chi vi lavorava”, come asserisce il gip Guido Salvini.

E’ stato quindi necessario ricorrere ad una misura restrittiva che vieta all’uomo di avvicinarsi a meno di 200mt dalla sua vittima e dal posto di lavoro e di comunicare con la persona offesa in qualunque forma e con qualunque mezzo. Ovviamente questa misura, come fa notare il gip

appare chiaro che la concreta applicazione della misura di fatto non consentirà all’indagato di proseguire l’attività lavorativa presso lo specifico settore della Provincia di Cremona cui è attualmente addetto. Quindi, dovrà essere valutato da parte della dirigenza di tale ente se sia concretamente realizzabile uno spostamento dell’attività di servizio in luogo compatibile con la corretta osservanza della misura che si applica. In caso contrario trasformandosi di fatto la misura in una sospensione dell’attività lavorativa, tale aspetto potrà essere rivalutato anche alla luce degli sviluppi che avrà l’indagine.

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