Omosessualità: gli All Blacks e quella non notizia che fa notizia

Il Ceo della Nuova Zelanda, Steve Tew, apre a un rugbista gay in nazionale. Ma è una notizia? E quelle note stonate…

“Gli All Blacks sono pronti a un rugbista gay” titolano, più o meno, i giornali italiani, ma non solo. Dalla Nuova Zelanda alla Gran Bretagna le parole di Steve Tew, Ceo della Federazione neozelandese, fanno notizia. E parte la corsa all’applauso, alla dimostrazione di civiltà e apertura mentale degli All Blacks, esempio in campo e fuori. Ma è davvero così?

Le domande che sorgono spontanee leggendo le dichiarazioni di Tew sono, infatti, parecchie. La prima, di cui ahimè conosciamo bene la risposta, è: ma bisogna ancora dirlo nel 2016 che uno sport è pronto ad accogliere gli omosessuali? Sì, appunto, bisogna dirlo. E se lo si fa si passa pure per moderni e aperti mentalmente, quando ormai dovrebbe essere scontato, anzi, il gusto sessuale di una persona non dovrebbe neppure essere una notizia.

A far sorridere, poi, è che a far notizia non è il coming out di un qualche campione, come in passato fu per Gareth Thomas o per l’arbitro Nigel Owens, a far notizia è solo l’ipotesi lontana che un rugbista degli All Blacks un giorno possa essere dichiaratamente gay. Anche perché Tew, come si legge sul New Zealand Herald tiene a sottolineare come “nessuno sta dicendo che oggi ci sia un All Blacks gay”. Insomma, siamo aperti, civili e moderni, ma non preoccupatevi, di gay dichiarati non ce ne sono da noi.

Infine, l’ultima nota stonata in questa notizia non notizia. Mentre si parla di come la Nuova Zelanda e il mondo del rugby sia pronto ad accogliere la notizia di un All Blacks gay, Steve Tew fa notare che nelle nazionali femminili di rugby a XV e Seven “c’è già un grande livello di diversità sessuale”. Tradotto: è pieno di lesbiche. E non scandalizzatevi, ma uso questa frase apposta.

Perché il fatto che ci siano rugbiste gay non shocca nessuno (nella migliore delle ipotesi, nella peggiore ci becchiamo le dichiarazioni di Tavecchio sulle “quattro lesbiche”, ndr.) e nessuno deve “essere pronto” a ciò. Mentre shocca l’idea che lo sia un All Blacks. Perché siamo tutti moderni, civili e arcobaleno, ma certi riflessi di Pavlov – come il fatto che un gay shocchi più di una lesbica nello sport e che il rugby sia uno “sport da uomini” – non riusciamo proprio a toglierceli.