Cleveland, casa degli orrori: incriminato Ariel Castro, rilasciati i due fratelli

Ariel Castro è stato incriminato per il rapimento di Michelle Knight, Amanda Berry e Gina de Jesus,e per le violenze sessuali compiute nei dieci anni di prigionia. I due fratelli dell’uomo sono stati scagionati da ogni accusa.

Ariel Castro, l’ex autista di scuolabus arrestato in relazione al rapimento di Michelle Knight, Amanda Berry e Gina de Jesus, tenute prigioniere per dieci lunghi anni in un’abitazione di Cleveland, è stato ufficialmente incriminato per rapimento e violenza sessuale. La decisione è arrivata oggi al termine di un lungo interrogatorio e verrà formalizzata stamattina nel corso dell’udienza preliminare che si terrà presso il tribunale municipale di Cleveland.

Nessuna conseguenza, invece, per i due fratelli dell’uomo – Onil e Pedro Castrofiniti in manette insieme ad Ariel e ieri scagionati da ogni accusa. I due erano stati arrestati sulla base di sospetti, ma gli approfondimenti condotti nelle ultime ore avrebbero provato che i due uomini erano all’oscuro dell’attività del fratello e in questi dieci anni non hanno mai avuto alcun contatto con le tre ragazze, né erano a conoscenza del fatto che si trovassero nell’abitazione del fratello.

Cleveland, gli inquirenti nella casa degli orrori
Cleveland, gli inquirenti nella casa degli orrori
Cleveland, gli inquirenti nella casa degli orrori

Le indagini sono ancora ben lontane dal considerarsi concluse, i punti oscuri sono ancora moltissimi a cominciare dai decessi dei bambini nati da quelle relazioni violente. Le tre ragazze, che dopo dieci anni hanno potuto riabbracciare le loro famiglie, hanno raccontato di almeno 6 gravidanze di cui soltanto una sarebbe arrivata alla fine.

Sia Castro che le tre vittime, si apprende da fonti investigative, avrebbero parlato a lungo con gli inquirenti, ma il contenuto di quegli interrogatori non è stato ancora diffuso. Ed Tomba, vice capo della Polizia di Cleveland, ha dichiarato alla stampa:

Nessuna delle giovani ha fornito indicazioni che i due fratelli di Castro fossero coinvolti nella vicenda. Ariel teneva tutti a distanza, nessuno dei suoi familiari era a conoscenza di cosa accadeva in quell’abitazione. Per quanto riguarda proprio cosa accadeva dentro quelle quattro mura e che tipo di controllo l’uomo avesse su quelle ragazze, credo che ci vorrà un po’ di tempo per scoprirlo.

Quello che è certo è che le autorità hanno raccolto oltre 200 prove nell’abitazione di Castro, tutti elementi che si riveleranno fondamentali nella costruzione del caso. Le indagini proseguono.

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