Sei militari italiani uccisi in Afghanistan: il prezzo di una missione di guerra

Un’autobomba ha colpito questa mattina il quartiere diplomatico di Kabul, provocando dieci vittime civili e più di cinquanta feriti; nell’esplosione coinvolte due pattuglie italiane della Folgore, sei i soldati morti e quattro feriti. L’attentato è stato rivendicato dai Talebani.Il ministro della difesa La Russa ha riferito stamattina al Senato, definendo “vili” gli attentatori, parlando di


Un’autobomba ha colpito questa mattina il quartiere diplomatico di Kabul, provocando dieci vittime civili e più di cinquanta feriti; nell’esplosione coinvolte due pattuglie italiane della Folgore, sei i soldati morti e quattro feriti. L’attentato è stato rivendicato dai Talebani.

Il ministro della difesa La Russa ha riferito stamattina al Senato, definendo “vili” gli attentatori, parlando di “contributo eroico” dei militari e confermando che la missione non cambia; profondo dolore espresso anche da Berlusconi, Franceschini e da tutto il mondo politico. Napolitano ha espresso “dolore e sconforto”, mentre la Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di rinviare la manifestazione di sabato in difesa della libertà di informazione.

Sale così a 14 il numero di militari morti dall’inizio di quella che è a tutti gli effetti una missione di guerra: in Afghanistan è in atto una vera e propria guerra civile, e negarlo rappresenta semplicemente una vergognosa bugia. I numeri parlano da soli, la frequenza degli attacchi talebani anche.

L’escalation continua, e l’impressione è che nonostante le parole di Obama (“L’Afghanistan non è il Vietnam”), le forze militari della NATO stiano perdendo sempre più terreno e controllo del territorio.

A dimostrazione delle difficoltà sempre maggiori le richieste sempre più pressanti dei vertici militari, convinti che per non arretrare in Afghanistan servano più truppe. Nell’ultimo mese il contingente americano è già stato raddoppiato arrivando a 62mila uomini, senza ottenere grandi risultati.

Il paese nel frattempo deve ancora conoscere come sono andate le elezioni, tra accuse di brogli e Karzai che dice ” va tutto bene”, nonostante la Commissione Ue abbia confermato l’irregolarità di almeno un milione e mezzo di voti, tre quarti dei quali a favore del presunto “riconfermato” presidente (che avrebbe il 54,6% dei consensi contro il 27,8% dello sfidante Abdullah Abdullah).

In questi momenti di grande dolore e (ahimè) di grande retorica è giusto mettere davanti i cittadini italiani alla scelta reale del Parlamento, ovvero di investire risorse e uomini in una guerra senza fine. Dopo 6 anni di conflitto e migliaia di morti della democrazia d’esportazione tanto celebrata non c’è traccia.

Immagine|Sky tg24