Rio 2016: Rugby Seven, un bilancio olimpico dopo Londra

Chiuse le Sevens World Series guardiamo a cosa ci potremo aspettare a partire dal 6 agosto alle Olimpiadi.

Due mesi e mezzo. Tanto manca all’esordio del rugby seven alle Olimpiadi di Rio 2016 e con la fine delle Sevens World Series ieri a Londra è il momento dei bilanci e di capire chi sono le favorite e chi i possibili outsider nel torneo olimpico. Perché se le favorite d’obbligo per il podio di Rio 2016 sono Fiji, Sud Africa e Nuova Zelanda sono tante le incognite da tenere a mente.

In primo luogo sarà da capire quali e quanti innesti dal rugby a XV ci saranno nelle varie formazioni e, dunque, come cambieranno le rose rispetto a quelle – seppur non fisse – viste durante le World Series di quest’anno. E se è vero che le prime tre della classe hanno vinto ben sette tappe (Fiji 3, Nuova Zelanda 3, Sud Africa 1) delle World Series, è altrettanto vero che gli ultimi tre appuntamenti – cioè Singapore, Parigi e Londra – hanno vinto trionfare assoluti outsider con i successi di Kenya, Samoa e Scozia.

E proprio la questione Scozia è un’altra incognita da tenere a mente. Scozia, Galles e Inghilterra – infatti – si presenteranno alle Olimpiadi come Gran Bretagna e molto dipenderà dalle scelte del commissario tecnico in fase di convocazioni per capire se la squadra britannica potrà lottare per il podio. Sicuramente l’Inghilterra ha deluso, chiudendo ottava, e con l’unico acuto la finale raggiunta nel torneo d’inaugurazione a Dubai.

La più costante delle possibili avversarie di Fiji, Sud Africa e Nuova Zelanda è sicuramente l’Australia che ha raggiunto due finali, quattro semifinali e ha chiuso al quarto posto, prenotandosi per lottare fino alla fine in Brasile. Ostica è anche l’Argentina – proprio come nel rugby a XV – che ha saputo risalire la classifica fino al quinto posto, che avrà innesti importanti come quello di Juan Imhoff e che potrebbe essere la vera sorpresa in casa dei cugini brasiliani.

Cosa combineranno, invece, gli Stati Uniti? Gli USA hanno disputato delle World Series anomale, alternando prestazioni di altissimo livello a flop incredibili, ma sicuramente lo staff tecnico degli americani ha voluto usare questa stagione per testare alternative ai soliti nomi e a Rio 2016 vedremo una formazione a stelle e strisce ben più solida di quella vista quest’anno.

Infine, l’ultimo outsider da considerare è sicuramente quello del Kenya. Vincitori a Singapore, gli africani possono mettere in difficoltà ogni avversario anche se anche loro alternano buone partite a passaggi a vuoto anche prolungati. Sul Kenya, poi, incombe la spada di Damocle del doping che potrebbe cancellare i sogni africani a Rio, ma se ci saranno sarà una squadra da tenere sicuramente d’occhio.