Reggio Calabria: bazooka vicino Tribunale. Minacce al giudice Pignatone

Ancora nel mirino della cosche i magistrati del distretto reggino: “possiamo colpire quando vogliamo”. Sono le nuove minacce fatte arrivare al procuratore generale di Reggio Calabria attraverso una telefonata partita da una cabina telefonica pubblica, già messa sotto sequestro, sita nei pressi della sede del Consiglio Regionale della Calabria. Nella telefonata anonima – scrive Reggio


Ancora nel mirino della cosche i magistrati del distretto reggino: “possiamo colpire quando vogliamo”. Sono le nuove minacce fatte arrivare al procuratore generale di Reggio Calabria attraverso una telefonata partita da una cabina telefonica pubblica, già messa sotto sequestro, sita nei pressi della sede del Consiglio Regionale della Calabria.

Nella telefonata anonima – scrive Reggio Tv – è stato indicato anche il luogo dove rinvenire armi ad altissimo potenziale, tra le quali un bazooka, che è poi stato trovato vicino al Tribunale nel corso delle perquisizioni.

Nell’operazione, ancora in corso, sono impiegati oltre 750 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri che stanno compiendo ispezioni e perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi ed esplosivi a carico delle cosche Tegano, De Stefano, Serraino, Condello, Fontana, Polimenti, Labate e Libri.


In provincia invece, destinatari dei provvedimenti sono presunti esponenti dei clan Piromalli, Bellocco, Gallico, Facchineri, Fazzalari, Crea, Zito e Bartuca sul versante tirrenico; Commisso, Cordì, Cataldo, Strangio, Vottari, Romeo e Altomonte sul versante ionico.

Da RaiNews24:

L’arma, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, era monouso e poiché era già stata utilizzata aveva perso la sua potenzialità offensiva. (…) Il 3 gennaio scorso, alle 4 di mattina era stato posizionato un ordigno davanti all’ufficio del Giudice di Pace a Reggio, accanto alla Procura Generale. L’esplosione aveva causato danni al portone senza ferire nessuno. In seguito all’attentato vi fu una visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Durante la sua visita nella città dello Stretto, fu trovata un’auto – posizionata lungo il percorso dell’auto presidenziale – con a bordo un ingente quantitativo di armi. Il 26 agosto scorso invece, era esplosa una bomba sotto la casa del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. In un’altra occasione erano stati svitati i bulloni dei cerchioni dell’auto del magistrato. Per l’ordigno posizionato sotto casa del magistrato durante l’operazione “Epilogo” il 30 settembre erano state arrestate 4 persone sui 22 fermi totali.

Foto | Reggio Tv

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