Cina, naufragio nello Yangtze: la protesta dei parenti delle vittime

Un’imbarcazione con a bordo 456 passeggeri è affondata nelle acque del Fiume Azzurro. Finora tratte in salvo solamente 14 persone

4 giugno 2015 – Ci sono ancora circa 400 dispersi nel naufragio del traghetto Stella d’Oriente nel fiume Yangtze, in Cina, affondato a causa di una forte tempesta il primo giugno con 456 persone a bordo. I parenti dei dispersi sono arrivati anche da lontano per avere spiegazioni e hanno inscenato una protesta vicino al luogo del naufragio per chiedere maggior trasparenza. Molti di loro non sono stati convinti dalla versione ufficiale, secondo cui i parametri di sicurezza sulla nave sarebbero stati rispettati: ci si chiede, per esempio, perché la nave sia affondata così presto e non sia stato dato un allarme. I media di Stato cinesi hanno detto che finora i morti confermati sono 65. I soccorritori sono ancora a lavoro nonostante la pioggia e la scarsa visibilità nelle acque scure del fiume. Solo 14 persone sono state ritrovate in vita, ma da due giorni non ci sono stati altri salvataggi.

3 giugno 2015 – Col passare delle ore si affievoliscono sempre di più le speranze di trovare dei superstiti. Fonti ufficiali del Governo cinese hanno confermato che i soccorritori sono riusciti a trarre in salvo 14 persone, mentre il numero dei morti sarebbe salito a 18.

Il ministro dei trasporti Yang Chuantang ha parlato di corsa contro il tempo:

Fino a quando ci sarà una piccola speranza daremo il 100% e non ci arrenderemo.

A bordo della piccola imbarcazione da crociera c’erano 456 persone, tutte finite in acqua quando il mezzo si è ribaltato a causa del maltempo.

ore 12.27 –L’affondamento della nave Eastern Star sarebbe stato provocato da un tornado, questa è la versione fornita dal capitano dell’imbarcazione. Nelle ultime ore i soccorritori hanno tentato di salvare eventuali superstiti, riuscendo a trarre in salvo 18 delle 458 persone a bordo della nave. Le vittime finora accertate sono cinque.

ore 10.21 – Una nave partita dal porto di Nanjing e diretta a Chongqing è affondata nel Fiume Azzurro, lo Yangtze, alle 21.28 locali di ieri sera. La tragedia fluviale si è consumata a bordo dio una nave sulla quale viaggiavano 458 persone e, fino a questo momento, soltanto 10 di esse sono state tratte in salvo.

Il rovesciamento dell’imbarcazione è avvenuto nella contea di Jianli, all’interno della regione centrale dello Hubei.

I dispersi sarebbero, quindi, poco meno di 450. I soccorritori hanno finora ripescato solamente un altro cadavere, ma, secondo le fonti locali, dentro la nave ci sarebbero alcuni passeggeri ancora vivi perché sono stati uditi alcuni colpi all’interno dello scafo.

Intanto sia il capitano che il responsabile della sala macchine sono stati tratti in arresto dalla polizia che li sta interrogando per cercare di ricostruire gli eventi. Nel tratto dell’affondamento il fiume Yangtze è profondo circa 15 metri.

A rendere più complesse le operazioni di soccorso sono stati il forte vento e la pioggia che flagellano l’area; sul luogo dell’incidente sono intervenuti 2100 fra militari e agenti, 1000 civili e oltre 150 imbarcazioni.

La nave affondata appartiene alla Chongqing Eastern Shipping Corporation, una società che organizza tour nell’area della diga delle Tre Gole lungo lo Yangtze. Il premier cinese Li Keqiang si sta recando sul posto.

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