Italrugby: Ascione “Il rugby italiano cresce, saremo tra i grandi”

Il direttore tecnico federale parla dei recenti successi delle formazioni juniores e sprizza ottimismo.

E’ uno di coloro che da tempo siedono sul banco degli imputati, uno di coloro che da anni gestiscono il rugby italiano. Franco Ascione, uomo di poche parole, si apre finalmente e lo fa dopo le vittorie delle formazioni under 18 e 17 in due tornei contro rappresentative delle altre nazionali europee. Lo fa su Repubblica in una lunga intervista di Massimo Calandri. Ecco i passaggi più interessanti.

“Calma con l’entusiasmo. Non eravamo dei brocchi prima, non siamo dei campioni oggi. Ma nel giro di pochi anni saremo sullo stesso piano delle Grandi: questo è l’obiettivo” esordisce Ascione, che poi fa il punto della situazione. “Però i segnali sono buoni: l’U20 si è difesa con onore nell’ultimo Sei Nazioni (160 punti subiti, 43 fatti, ndr.), ed era una squadra giovanissima, praticamente una U19. Sono sicuro che molti di questi ragazzi – almeno 7 di loro – li rivedremo presto nella Nazionale maggiore” dice il dt della Fir.

“Gli obiettivi della Fir e dei club sono gli stessi […] I risultati che interessano noi sono i 10.000 ragazzini in più rispetto allo scorso anno. Il rugby continua ad essere un successo, e noi dobbiamo essere all’altezza di questa domanda” continua Ascione che, poi, chiarisce il famigerato ‘progetto statura’. “Sfatiamo la leggenda. Il Progetto Statura non è mai esistito, e io non c’entro nulla. C’era un’idea, non mia, che tendeva a privilegiare i ragazzi che potenzialmente sarebbero cresciuti molto fisicamente. Ma questo non vuole dire che scartiamo i piccoletti bravi” sottolinea il prof napoletano.

E il futuro? “Il progetto è quello di affiancare altre due Accademie alle franchigie di Treviso e Parma. Di far crescere i ragazzi durante la settimana ma poi di rimandarli ai club per il week end. E ci sarà qualche sorpresa in più. Abbiamo bisogno delle società, piccole e grandi, in tutta Italia. E di un campionato d’Eccellenza che sia una palestra importante per far crescere tutti: giovani giocatori ed allenatori. Il rugby italiano sta crescendo, parola”. Di Ascione.